India, Raj Shetye per un servizio di moda si ispira a stupro di gruppo mortale

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 14 Agosto 2014 1:20 | Ultimo aggiornamento: 14 Agosto 2014 1:44

ROMA – Uno stupro di gruppo come set di un servizio di moda, tra trucco, pailettes, abiti e fisici da passerella. Nell’India delle violenze sessuali su donne e bambine all’ordine del giorno c’è un fotografo, Raj Shetye, che per il proprio servizio non ha trovato altra idea che ispirarsi allo stupro di gruppo avvenuto su un bus di New Delhi nel dicembre del 2012 e costato la vita alla giovane vittima, una studentessa universitaria di 23 anni morta per le lacerazioni interne che le violenze con spranghe e sbarre di ferro le avevano causato. 

Quell’episodio, uno dei tanti in realtà, aveva risvegliato la coscienza delle indiane, che erano scese in piazza a protestare, a chiedere pene severe per i colpevoli e leggi più dure. Lo sdegno è durato poco. Le storie, spesso documentate da foto, di ragazze e bimbe violate e uccise è la quotidianità nella democratica e spirituale India.

Adesso a ricordare quella notte di sangue c’ha pensato il fotografo Shetye con la sua campagna “Wrong Turn”, “Curva sbagliata”. Sui social network, Twitter in primis, è divampata (ovviamente) la polemica. Shetye si dice soddisfatto dell’eco che la sua campagna ha avuto nell’opinione pubblica: come dire, basta che se ne parli…

India, Raj Shetye per un servizio di moda si ispira a stupro di gruppo mortale