India: sorelle impiccate a un albero, la loro gente le veglia (foto)

di Elisa D'Alto
Pubblicato il 30 Maggio 2014 8:51 | Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2014 16:22

NEW DELHI – Sembra quasi di violarle ancora guardandole in foto. Sono le due ragazzine indiane, le due sorelle di 14 e 15 anni, che in un villaggio dell’Uttar Pradesh, chiamato Katra, sono state violentate da 7 uomini e impiccate a un albero di mango. Ed eccole, le vediamo, ne percepiamo l’orrore, tramite l’immagine conosciamo una storia che non è più solo una delle tante, sgradevoli, notizie di cronaca estera.

Sono poco più che bambine, esattamente come ci si potrebbe immaginare possano essere a quell’età. E non sono nude, sono anzi quasi composte, dignitose, pur nella posa innaturale. Indossano la kurta, una tunichetta, con i pantaloni, ovvero l’abbigliamento che molte donne indiane indossano soprattutto quando sono giovani e non sposate. Erano due “dalit”, due ragazze senza casta, ossia il livello sociale più basso in India, un paese che ufficialmente ha abolito quella rigida suddivisione sociale che è tuttora, però, per molti una condanna sin dalla nascita.

Nel loro villaggio, loro due povere e senza mezzi, non avevano il bagno in casa così martedì sera sono andate insieme in un campo. Lì hanno trovato 7 uomini, di cui due poliziotti, che le hanno violentate in gruppo. La famiglia si è attivata per ritrovare le due ragazzine subito dopo la scomparsa ma la polizia sembrava trascurare il fatto: forse perché sono poveri, forse perché di due ragazzine “dalit” non interessa a nessuno.

Ma stavolta è scattata la reazione della gente del posto, e non è la prima volta in casi di violenza sulle donne: sono stati gli uomini, le donne e i bambini di Katra a spingere la polizia a cercare quelle due ragazze. Gli stessi uomini, donne e bambini che vediamo nella foto: sono composti, seduti, intorno all’accogliente albero di mango, seri e allo stesso tempo sereni, come se stessero aspettando che qualcuno spieghi loro perché.

La loro è una protesta silenziosa, sanno che i 7 colpevoli, di cui due poliziotti, rischiano farla franca per aver ucciso brutalmente due “dalit”. Violentate ripetutamente e strangolate, poi appese a un albero. Prima di morire, ce lo dice la foto, hanno avuto modo di rivestirsi, di comporre i capelli in una coda, di riacquistare il loro aspetto semplice, ordinario, di ragazzine “dalit”.