Isis, Turchia: blitz in Siria per riprendere truppe e tomba di Suleyman Shah

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 febbraio 2015 12:59 | Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2015 12:59

ANKARA – Blitz turco in Siria nella notte tra sabato e domenica. Ankara ha lanciato un’operazione militare per evacuare le sue truppe di guardia alla tomba di Suleyman Shah, in un’enclave turca in territorio siriano. La tomba ospita i resti del nonno del fondatore dell’Impero ottomano e si trova nella provincia siriana di Aleppo, dove agiscono i jihadisti dell’Isis, ma è sotto la sovranità turca.

Le forze armate turche hanno riportato in patria il feretro di Suleyman Shah, che si trovava in un’area considerata turca in base al Trattato di Ankara stipulato nel 1921 da Francia e Turchia.

All’incursione hanno partecipato 100 mezzi blindati, con l’appoggio di caccia ed elicotteri d’assalto. Nel blitz è morto, in un incidente secondo fonti militari, un soldato turco.

Alcuni quotidiani di Ankara avevano ipotizzato nei giorni scorsi che i 40 soldati di guardia al mausoleo fossero circondati dai miliziani Isis, una situazione che avrebbe impedito negli ultimi 10 mesi i rifornimenti. Il governo di Ankara aveva smentito. Ma questa notte ha fatto scattare il blitz.

Il grosso delle forze turche si è diretto verso il mausoleo, mentre un altro gruppo ha preso il controllo di un fazzoletto di territorio siriano lungo il confine, più facilmente difendibile, dove sarà trasferito il feretro di Suleyman Shah.

Sabato sera un portavoce delle milizie curde siriane Ypg aveva affermato che la Turchia aveva chiesto la loro assistenza per proteggere i soldati di stanza nel mausoleo. Secondo il premier turco Ahmet Davutoglu, le forze turche hanno distrutto il mausoleo dopo l’evacuazione dei soldati e del feretro.

La tomba di Suleyman Shah era costruita sulle rive dell’Eufrate vicino al villaggio siriano di Karakozac nella provincia di Aleppo, a poca distanza dalla città ‘martire’ di Kobane, riconquistata il mese scorso dalle milizie curde strappandola al controllo dell’Isis.

Nel marzo scorso Davutoglu, allora ministro degli esteri del governo del premier islamico Recep Tayyip Erdogan, oggi capo dello Stato, aveva affermato che Ankara avrebbe difeso la tomba del nonno del sultano Osman I, oggetto di venerazione in Turchia, contro “qualsiasi forma di attacco”. La Turchia, aveva detto, “prenderà senza esitare tutte le misure necessarie per difendere il suo territorio”.

(Foto Ansa)