Israele, ucciso ragazzino palestinese. Scontri a Gerusalemme: 70 feriti FOTO

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 Luglio 2014 13:24 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2014 18:11
Israele, ucciso ragazzino palestinese di 17 anni. Forse una vendetta per i 3 ebrei

Commemorazioni spontanee in memoria dei 3 ragazzi israeliani uccisi a Efrat (LaPresse)

GERUSALEMME – Un ragazzo palestinese, di appena 17 anni, è stato rapito e ucciso a Gerusalemme: il suo cadavere è stato ritrovato poche ore dopo la scomparsa in un bosco a Ovest della città. Forse una vendetta compiuta da ultrà ebrei come ritorsione per l’uccisione dei tre ragazzi rapiti in Cisgiordania, ritrovati morti lunedì sera. A ipotizzarlo è la stessa radio militare di Israele che ne ha dato notizia.

Tutto ciò accade mentre a Shuafat, nei pressi di Gerusalemme,  estremisti di destra scendono in piazza scontrandosi con giovani palestinesi. I feriti degli incidenti sono in tutto circa 70.

Secondo alcune fonti locali il giovane sarebbe stato fatto salire a forza su un’automobile all’alba di mercoledì, mentre si recava a pregare nella moschea del rione di Beit Hanina, a Gerusalemme Est. L’episodio sarebbe stato ripreso dalle telecamere di sicurezza. La polizia israeliana si limita per il momento a confermare il ritrovamento del cadavere e afferma che sta investigando in più direzioni.

Ma la famiglia di Naftali Fraenkel, uno dei tre seminaristi rapiti, si è affrettata a condannare l’episodio:

“Se un giovane arabo è stato ucciso per motivi nazionalistici è un atto orrendo e orribile – ha detto lo zio – Non c’è differenza tra sangue arabo e sangue ebraico. Per un omicidio non ci può essere scusa o giustificazione”.

Anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu, ha condannato l’omicidio del ragazzo definendolo ”un crimine abominevole”. Ma la tensione resta alta in città: appresa la notizia della morte del ragazzino, circa 200 giovani palestinesi si sono scontrati con la polizia, lanciando pietre. Gli agenti hanno risposto con granate stordenti e proiettili di gomma.

Già ieri, dopo i funerali dei tre giovani israeliani uccisi in Cisgiordania, circa 200 israeliani si sono riversati in strada bloccando il traffico automobilistico e alcuni treni leggeri al grido di “A morte gli arabi”, “Un ebreo è un fratello, un arabo è un bastardo”, “Vogliamo la guerra”, “Maometto è morto”. Circa 50 persone sono state arrestate. Gli scontri sono proseguiti oggi 2 luglio a Shuafat, nei pressi di Gerusalemme. A scendere in piazza estremisti di destra che si sono scontrati con giovani palestinesi. Gli scontri hanno provocato circa 70 feriti (LaPresse)