In Juncker veritas: ora le scarpe diverse… Storie di ordinaria fotografia

di Mascia Garigliano
Pubblicato il 16 novembre 2018 12:52 | Ultimo aggiornamento: 16 novembre 2018 13:08
In Jean Claude Juncker veritas: ora le scarpe diverse... Storie di ordinaria fotografia

In Juncker veritas: ora le scarpe diverse… Storie di ordinaria fotografia (foto da video)

ROMA – Juncker ci ricasca. Tu chiamale se vuoi…distrazioni…fatto sta che indossare un paio di scarpe di colore diverso, precisamente una marrone e una nera, non si vedeva dai tempi in cui ci si alzava rintronati la mattina, dopo aver preso una sbornia in discoteca e non aver averla ancora completamente smaltita, così da indossare capi alla rinfusa e a chiederci dove diavolo siamo.

Osservando il presidente della Commissione Europea così, su un palco istituzionale, a discutere con esponenti politici di alto calibro, il nostro primo pensiero, e quello della sua collaboratrice che gentilmente lo invita ad uscire, è: “Chissà cosa ha fatto ieri sera, Jean Claude Juncker?”.

E tutti noi, che abbiamo provato una volta o più le gioie e l’euforia di un’alzata di gomito, vorremmo dargli qualche consiglio su come non fare certe gaffe (in pubblico) e senza dare troppo nell’occhio. Ma ormai è tardi e rivolgeremo i nostri rimedi per la prossima volta: a sentire Salvini (e non solo), qualcuno parlerebbe di recidività.

Già durante il vertice Nato, che si è tenuto a luglio nel Quartier Generale di Bruxelles, erano circolate foto e video che lo ritraevano barcollante e apparentemente brillo così da far uscire immediatamente una dichiarazione del suo portavoce: “Non si tratta di ubriachezza, come molti giornali hanno scritto, ma di un attacco doloroso di sciatica accompagnato da crampi. Un dolore che non auguro a nessuno di provare”.

Sciatica o non sciatica, non poteva mancare un sardonico Matteo Salvini che, non dimenticando affatto quelle immagini, ha così dichiarato: “Io parlo con persone sobrie…”, dopo l’ennesimo affondo di Juncker agli inizi di ottobre contro l’Italia. Juncker che, all’ennesima salita dello spread, aveva brutalmente sentenziato: “Altre concessioni porterebbero la fine dell’Italia dall’Euro”. E se è vero che in vino veritas, allora dobbiamo seriamente preoccuparci.