Kenya, ancora spari al Westgate. Terroristi: “Abbiamo altri ostaggi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2013 12:53 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2013 14:12

ROMA – “Abbiamo ancora ostaggi nel Westgate mall“. I terroristi della Shabaab annunciano via Twitter che l’attacco non è concluso e nuovi spari la mattina del 24 settembre sembrano confermare che la situazione non è risolta. Solo la sera del 23 settembre le autorità del Kenya avevano annunciato che tutti gli ostaggi erano stati liberati e che la situazione nel centro commerciale di Nairobi era sotto controllo. Secondo la Bbc, che né da notizia in tarda mattinata il 24 settembre, l’offensiva lanciata dalle forze di sicurezza kenyane sarebbe conclusa e gli ostaggi tratti in salvo.

Il bilancio che rimane provvisorio parla di 62 morti, oltre 175 feriti e almeno 51 dispersi, che potrebbero essere ancora in ostaggio nelle mani dei terroristi. Tre soldati kenyani sono morti per le ferite riportate nel blitz al Westgate, secondo un tweet del ministero dell’Interno kenyano, che ha aggiunto che altri 8 soldati sono ancora in cura. “Abbiamo perso tre eroi”, aggiunge il ministero invitando a osservare un minuto di silenzio.

GLI SPARI – Fonti della sicurezza kenyane hanno poi ammesso che all’interno dell’edificio si nascondevano ancora “uno o due” uomini armati, localizzati e isolati. Gli spari sono iniziati all’alba e si sono ripetuti verso le 9.30, per cinque minuti, ma i giornalisti sul posto non hanno potuto precisare se provenissero dall’interno del Westgate o dai dintorni, perché le forze di sicurezza li tengono a distanza.

“ANCORA OSTAGGI” – “I mujaheddin mantengono la loro posizione” all’interno nel Westgate e ci sono “ostaggi ancora vivi, spaventati ma vivi”, hanno quindi fatto sapere gli Shabaab attraverso un nuovo account Twitter dopo che i precedenti erano stati via via chiusi dal sito per i loro contenuti violenti. “C’è un’innumerevole quantità di cadaveri”, hanno aggiunto. Il gruppo somalo ha anche riferito alla Reuters di essere in contatto con i miliziani ancora asserragliati nel mall.

Le “discrepanze” tra la realtà e ciò che affermano le autorità kenyane “tradiscono la loro paura”, hanno affermato i fondamentalisti. E come già fatto, anche il 24 settembre gli Shabaab hanno smentito che del commando facciano parte cittadini americani e britannici: “Coloro che parlano di assalitori americani e britannici non sanno cosa sta accadendo all’interno del Westgate”. Ieri il ministro degli Esteri keniano Amina Mohamed, a New York per l’Assemblea generale dell’Onu, aveva parlato di “2-3 americani e una britannica” nel gruppo, aggiungendo che la donna aveva già commesso atti simili “a più riprese”.

I TERRORISTI – Gli Shabaab hanno pubblicato la sera del 23 settembre su Twitter una lunga lista con i nomi e la provenienza di 17 terroristi del Westgate: di questi 12 vivevano in Occidente, negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Svezia e Finlandia. Da Ginevra l’inviato dell’Onu per la Somalia, Nicholas Kay, ha intanto lanciato un appello alla comunità internazionale a intensificare la lotta contro i ribelli islamici somali sul piano “militare, ma anche politico e pratico”, aggiungendo che l’attacco al centro commerciale “non è stata una sorpresa”.

(Foto Ap/LaPresse)