Lampedusa, il mondo che portavano in tasca: le foto dei giovani del naufragio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 ottobre 2013 14:08 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2013 18:58

LAMPEDUSA – Jeans, canotte colorate, infradito, ragazzi e ragazze abbracciati: se non avessero la pelle più scura della media degli italiani quei giovani in foto sembrerebbero ragazzi di Milano o Napoli. Invece vivevano in Somalia o Eritrea. Ancora non è dato saperlo con esattezza, forse non lo si saprà mai. Come i loro nomi. I nomi dei cento e più morti nel naufragio di Lampedusa. 

Le foto dei ragazzi sono state pubblicate dal Corriere della Sera. Erano nelle tasche o nelle borse dei 500 disperati saltati su un barcone e diretti chissà dove. Loro non lo sapevano. I fortunati che sono sopravvissuti si sono ritrovati in Italia con sorpresa. Quel che volevano era fuggire da dove vivevano. Paesi di guerra e povertà estrema. Con regimi dittatoriali, nel caso della Somalia. Dove i terroristi islamici di al Shabaab sono sempre in agguato.

Ma questi ragazzi non hanno nulla dell’estremismo paventato in Occidente. Nelle foto un po’ scolorite dal mare non ci sono donne velate lontano dagli uomini, ma coppie quasi felici, gruppi di amici in posa, come se una fotografia valesse ancora qualcosa, non come da noi, dove la mania dello scatto fa perdere il valore dell’immagine.

Le ragazze sono belle, e non hanno paura dell’obiettivo. Ma non hanno nemmeno la sfacciataggine sguaiata di certi eccessi occidentali. Potrebbero chiamarsi Marina e Francesca, Luca e Simone. Potrebbero essere i nostri vicini di casa. Alcuni lo saranno. Altri resteranno giovani per sempre, morti nel tentativo di trovare una vita migliore.

(Foto Ansa)