Lega, a Roma anche manifestazione centri sociali: “Mai con Salvini” FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Febbraio 2015 20:10 | Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio 2015 20:10

ROMA – “Roma è nostra, Salvini tornatene da dove sei venuto”: questo il messaggio scandito ininterrottamente sabato pomeriggio dalle decine di migliaia (35mila secondo gli organizzatori) di antagonisti che hanno sfilate in corteo per le strade di Roma contro la manifestazione del leader della Lega, Matteo Salvini, che da piazza del Popolo li ha definiti “quattro barboni con quattro petardi”.

Nonostante una vigilia ad alta tensione, prima con l’occupazione della basilica in piazza del Popolo e poi con gli scontri e le cariche di venerdì sera in piazzale Flaminio, oggi gli attivisti dei movimenti “Mai con Salvini” hanno manifestato pacificamente percorrendo le strade “blindate” del centro della Capitale.

Così com’era “blindata” piazza Vittorio, dove la polizia ha installato “gabbie” alte oltre due metri, simili a quelle utilizzate nel G8 di Genova, per evitare contatti tra CasaPound (la cui sede è proprio a due passi dalla stessa piazza) e gli “anti-leghisti” radunati all’Esquilino.

“Salvini – il messaggio degli attivisti in corteo per la città – la nostra risposta alle tue provocazioni sono 35 mila persone che ti dicono in coro: Roma non ti vuole”.

Sembra dunque aver funzionato l’imponente dispositivo di sicurezza messo a punto dalla Questura di Roma che dalle prime luci del giorno ha monitorato la situazione nella Capitale.

Sono stati quattromila gli agenti impegnati in occasione della duplice manifestazione, come ribadito dallo stesso ministro Angelino Alfano. Lungo tutto il percorso del corteo, partito da piazza Vittorio e conclusosi al Colosseo e non come previsto a Campo de’ Fiori per questioni di spazio, blindati di polizia, carabinieri e Guardia di Finanza hanno bloccato gli accessi alle strade limitrofe garantendo la sicurezza di romani e turisti.

I manifestanti, dal canto loro, non hanno dato vita a particolari forme di protesta, limitandosi ad intonare cori ed esporre striscioni non solo contro la Lega e Salvini, ma anche contro quello che definiscono il suo l’alter-ego, Matteo Renzi.

Al termine di una lunga giornata, fortunatamente senza scontri o feriti – anche se gli antagonisti hanno parlato di un’aggressione, non confermata, all’uscita della metropolitana a Termini –, i manifestanti lasciano la piazza, non senza essersi presi gioco della Lega e del suo segretario, accusato di “non aver mai lavorato” e di essere “una banderuola al vento”.

“Mai con Salvini”, cantano per le strade della “Roma antifascista e medaglia d’oro alla Resistenza”, come sottolineano più volte. Prima di tornare a casa c’è però tempo per sventolare per l’ultima volta la bandiera della Serenissima – la stessa mostrata da Salvini a piazza del Popolo – questa volta, però, con il leone di San Marco incappucciato e la scritta: “Odio la Lega”.

(Foto Ansa)