Luca Giustini uccide la figlia di 18 mesi. “Piangeva troppo” FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Agosto 2014 9:47 | Ultimo aggiornamento: 18 Agosto 2014 9:51

COLLEMARINO (ANCONA) – Forse l’ha uccisa perché piangeva troppo. Forse era stressato. Al momento non si sa ancora perché Luca Giustini, ferroviere di 34 anni, si sia scagliato con tanta brutalità sulla sua figlioletta di 18 mesi, accoltellandola a morte.

Domenica pomeriggio era solo con lei nella casa di famiglia a Collemarino, frazione di Ancona. Ad un certo punto è sceso dal terzo piano lasciando dietro di sé una scia rossa di sangue. In braccio il corpicino di Alessia. E’ questa la scena che si sono ritrovata davanti i nonni del bimba, accorsi dopo che Luca aveva chiamato la moglie, Sara Bedini, infermiera di 32 anni in quel momento in spiaggia insieme all’altra bambina e ai propri genitori. “Vieni, ho fatto un casino”, aveva detto al telefono a Sara. Che però certo non si sarebbe mai aspettata di trovarsi davanti quello che invece ha dovuto vedere.

“Non credevo che fosse possibile tanta cattiveria su una bambina così piccola”, ha detto senza mezzi termini Liliana Rodriguez, medico dell’ambulanza accorsa per tentare di salvare Alessia. Ma nulla. I sanitari si sono accaniti amorevolmente su quel corpicino, sperando di rianimarlo. Invano.

Insieme all’ambulanza sono arrivati i carabinieri, che hanno trovato un uomo che pareva assente. “Raptus”, dicono gli inquirenti. Anche se l’indomani alcuni psicologi ed esperti di mente umana, per quanto possibile, mettono le mani avanti e chiedono di non giustificare sotto l’etichetta di raptus.

Luca è stato portato via dal passaggio dei garage. Si temeva che venisse linciato da partenti e amici di Sara. “Ho lasciato il coltello vicino a lui sperando che si ammazzasse”, è stata l’unica cosa che ha detto la mamma della piccola Alessia.

(Foto Ansa e Facebook)