M5s Puglia pubblica su Facebook nomi di chi ha votato la riforma della scuola

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 luglio 2015 11:12 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2015 11:12

BARI – Un elenco di nome, cognome, foto e partito di appartenenza. il Movimento 5 stelle in Puglia ha “schedato” i politici che hanno votato la riforma della Buona scuola. Schedati su Facebook, spiegano gli attivisti M5s, affinché i loro elettori possano non votarli più. Un post che circola sui social network e che non è passato inosservato, tanto che alcuni esponenti del Pd lo hanno definito un “metodo fascista” e hanno condannato l’aggressività dimostrata.

Francesca Russi su Repubblica riporta le parole di Antonella Laricchia, una degli 8 consiglieri della Regione Puglia che ha appoggiato la pubblicazione delle schede segnaletiche:

“Come ripetiamo da tempo, i politici e i movimenti politici (o i partiti) vanno giudicati (severamente e con attenzione) non solo in base alle parole che pronunciano, ma anche e soprattutto rispetto a ciò che votano. Da opposizione ce l’abbiamo messa tutta in questi mesi, dentro e fuori le Istituzioni, denunciando da subito questo scempio. Questo governo però con la sua grande maggioranza continua a prendere a schiaffi tutti gli italiani, compresi i propri elettori, sentendosi intoccabile”.

Una lista di proscrizione che non è piaciuta alle altre forze politiche, con Dario Ginefra del Pd, che ha spiegato come l’atto

“richiama stagioni della politica che non sono certo le più democratiche”. Ma, attacca il parlamentare barese, “c’è molta confusione nell’arcipelago Cinque Stelle sull’identità politica: passano da posizioni di sinistra critica o pro Tsipras a posizioni che ricordano i movimenti fascisti. Evidentemente non conoscono bene la storia, ma non hanno da imparare nulla dalle lezioni della storia perché non la sanno”. I grillini non sono nuovi a iniziative di questo tipo. “Dovremmo fare così nelle città dove governano loro – va avanti Ginefra – capirebbero che il ruolo delle opposizioni è qualcosa di più di queste iniziative folcloristiche”.

Anche Franco Cassano ha condannato l’azione dei Cinque Stelle, sottolineandone l’aggressività:

“Penso che una logica di questo tipo corrisponda a una visione molto semplificata della politica che rifiuta di entrare nel merito dei problemi – commenta il sociologo eletto in Parlamento tra le fila dei democratici, Franco Cassano – se si comincia con liste di proscrizione non so dove si va a finire. Ho timore di queste dinamiche che finiscono per essere di denuncia personale, mi ricordano brutti periodi della storia. Queste iniziative rappresentano la crisi, non la soluzione. I 5 Stelle sono animati da un desiderio di aggressività. Io cerco per quello che mi riguarda di mantenere equilibrio e tranquillità, c’è chi ha voglia e bisogno di esasperare i toni: mi rendo conto che gli argomenti sono un repertorio più difficile”. “L’idea che ho è che le decisioni di voto si prendono anche se uno non condivide tutto ma bisogna decidere di votare sì o no – va avanti il professore – Dire sempre no massimizza in una situazione di crisi e di crisi di legittimità delle istituzioni, aumenta i consensi. Governare invece significa dire no e si contemporaneamente, la realtà è fatta di scelte”.