M5s ‘invadono’ Roma, summit in hotel. Grillo: “Eletto non fa il c*** che crede”

Pubblicato il 3 Marzo 2013 15:25 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2013 21:08

ROMA – Summit semi-blindato a Roma tra gli eletti del Movimento 5 Stelle. I grillini “invadono Roma” per un conclave all’Hotel Saint John di Roma organizzato “per conoscersi”. Un conclave con sedie a circolo per guardarsi in faccia e organizzarsi, in attesa di un incontro lunedì con Grillo e Casaleggio. All’inizio la stampa è fuori ,ma poi viene fatta entrare. E mentre gli eletti sono nell’hotel in circolo, Grillo dal blog gli manda un messaggio che, tradotto, significa: attenzione, l’eletto, una volta in Parlamento, “non fa il cazzo che vuole”.

Nella mattina della domenica c’è stata un'”invasione pacifica” degli attivisti a cinque stelle a Roma, in visita ai Palazzi che a breve (formazione del Governo permettendo) li vedranno protagonisti. Approfittando della visita guidata alla Camera dei Deputati ‘a porte aperte’, M5S di Roma ha pensato di dare vita a un ‘happening’, con tanto di banda dell’Esercito, dando appuntamento per le 10:30 a piazza Montecitorio: “Tutti in Parlamento, la casa dei cittadini!”. L’iniziativa è stata lanciata sul web: M5S di Roma, infatti, ha linkato una pagina interna del sito della Camera con lo scopo di invitare tutti a “conoscere il luogo che tornerà finalmente ad essere familiare ai loro reali proprietari: i cittadini italiani”.

Proprio mentre a Roma cominciava l’incontro, Beppe Grillo ha scritto sul suo blog un post dal titolo “Circonvenzione di elettore” in cui finisce sotto esame l’articolo 67 della Costituzione. Che, si legge nel blog “recita: ‘Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato’. Questo consente la libertà più assoluta ai parlamentari che non sono vincolati né verso il partito in cui si sono candidati, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori. Insomma, l’eletto può fare, usando un eufemismo, il cazzo che gli pare senza rispondere a nessuno”. Quindi, aggiunge il leader del M5S, bisognerebbe “cacciare a calci” i parlamentari che cambiano casacca.

Poi prosegue: “L’elettore, al momento del voto, crede in buona fede alle dichiarazioni di Tizio o Caio, di Scilipoti o De Gregorio, lo sceglie per la linea politica espressa dal suo partito e per il programma. Gli affida un mandato di un lustro, un tempo lunghissimo, per rappresentarlo in Parlamento e per attuare i punti del programma. Gli paga lo stipendio attraverso le sue tasse perchè mantenga le sue promesse. Il voto è un contratto tra elettore ed eletto ed è più importante di un contratto commerciale, riguarda infatti la gestione dello Stato. Se chi disattende un contratto commerciale può essere denunciato, chi ignora un contratto elettorale non rischia nulla, anzi di solito ci guadagna”.

Intanto, nella saletta che hanno affittato all’Hotel Saint John di Roma (location tenuta segreta fino all’ultimo per evitare la stampa) i cinque stelle hanno sistemato le sedie a circolo, perchè l’obiettivo dell’incontro “è conoscersi”. All’ingresso della saletta sono stati consegnati i nomi in liste divise per regione, per Camera e Senato.

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Gli eletti hanno deciso come organizzare la comunicazione interna tra i parlamentari del Movimento Cinque stelle ma solo lunedì, presenti Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, si discuterà  della comunicazione esterna e della linea. Durante il ‘meeting’, cui le agenzie di stampa sono riuscite a partecipare, si è votato a maggioranza per la creazione di un ‘Google group’, di un forum organizzativo per la logistica e per un calendario di incontri fisici tra gli eletti una volta a settimana.

”Casaleggio ne sa più di noi, ha fatto un impero, parliamone domani con lui”. Lo ha detto, a proposito della comunicazione esterna del movimento, un neoparlamentare siciliano. “Non tutto quello che diciamo o facciamo lo possiamo riportare all’esterno”, ha concluso.

(Foto Ansa)