Maltempo, Centro-Nord va meglio: piena Tevere passata. Si contano danni (foto)

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 febbraio 2014 8:29 | Ultimo aggiornamento: 2 febbraio 2014 11:30

ROMA – Il maltempo tiene in apprensione il Centro-Nord, ma fa meno paura degli ultimi giorni. A Roma la piena controllata del Tevere è passata senza problemi. Prima di decretare il passato pericolo, però, bisognerà aspettare le prime ore del pomeriggio, quando cesserà l’allerta meteo. In Veneto l’esercito continua a spalare ma le famiglie rimaste senza luce e senza gas sono sempre meno. In Toscana il peggio è passato e si sta tornando alla normalità, ma inevitabilmente sta cominciando la conta dei danni.

Roma: il Tevere fa meno paura

Roma può tirare un sospiro di sollievo. Nel giorno della tregua concessa dalla pioggia, il Tevere ha attraversato la Capitale in piena, senza raggiungere livelli di massima allerta. Il fiume si è fermato a 12,72 metri e, salvo complicazioni, non dovrebbe toccare soglie superiori.

A Roma intanto si contano già i primi danni del nubifragio che ieri ha travolto la città, e solo per la Confcommercio questi già ammontano a 3,8 milioni di euro.

L’allerta infatti, dicono gli esperti, resta ancora alta, come confermato dalla Regione Lazio che ha prorogato fino alle prossime 24-36 ore l’allerta meteo. Il Tevere è straripato in diverse zone della città allagando strutture e circoli che sorgono sugli argini del fiume, da Ponte Milvio a Ponte Marconi. Sacchi di sabbia sonno stati messi a protezione dell’Isola Tiberina e lo stesso è stato fatto per far fronte all’Aniene nella Tiburtina Valley, zona industriale della città.

Roma ha dovuto fare i conti con i postumi del diluvio con la metro B che ha funzionato a singhiozzo per un’oretta a causa delle infiltrazioni d’acqua alla stazione Termini e numerose strade, compreso un tratto della Tangenziale Est, prima chiuse e poi riaperte per smottamenti e allagamenti. Problemi anche sulla Roma-Fiumicino, dove è stata chiusa la rampa di accesso alla Fiera di Roma.

Nel tardo pomeriggio di ieri ha raggiunto 12,72 metri, il massimo della giornata, livello sufficiente però per allagare le numerose strutture che costellano i suoi argini nella zona del Foro Italico ed alcune piste ciclabili che costeggiano il corso d’acqua. I quartieri più colpiti sono quelli di Roma Sud, Piana del Sole, Prima Porta e Giustiniana, dove sono ancora in corso le operazioni per liberare i canali dai detriti.

Veneto: in pochi al buio

Situazione verso la normalità nel bellunese dopo il blackout causa neve che ieri aveva lasciato senza energia 30mila abitazioni. L’Enel ha comunicato che sono ormai solo poche centinaia le utenze ancora da rialliennare. Per riparare gli ultimi guasti sono al lavoro 270 tecnici di Enel e delle Imprese appaltatrici, con l’ausilio di 70 gruppi elettrogeni. Gli interventi in corso nei comuni di Auronzo di Cadore, Gosaldo, Lamon, Livinallongo di Col di Lana, Ospitale di Cadore, Rivamonte Agordino, Sappada, Voltago Agordino consentiranno la ripresa delle normali condizioni di esercizio nelle prossime ore.

Resteranno probabilmente fuori servizio per la tutta la notte alcune centinaia di clienti nel le frazioni dei comuni di Lamon, Livinallongo di Col di Lana, Roccapietore, Zoppe di Cadore a causa delle strade innevate e dal pericolo di slavine che rendono impossibile l’accesso e l’installazione di gruppi elettrogeni.