Orlandi, tutti in marcia. Ma il papa si dimentica di Emanuela: “Vergogna!”

Pubblicato il 27 Maggio 2012 15:35 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2012 19:32

ROMA, 27 MAG – Una gigantografia con la foto di Emanuela Orlandi e la scritta “Verità per Emanuela” campeggia da domenica mattina in piazza del Campidoglio da una finestra dei Musei capitolini. Ma alla fine dell’angelus Benedetto XVI sembra essersi dimenticato di Emanuela: nemmeno una parola spesa per lei. ”In questa foto c’è il sorriso di tante altre persone a cui la malvagità  umana ha negato la possibilità alla vita – ha commentato Pietro Orlandi, fratello della ragazza scomparsa nel giugno di 29 anni fa – oggi marceremo per la dignità di questo paese e per la credibilità della Chiesa”. In piazza del Campidoglio il manifesto è stato srotolato alla presenza del presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, del sindaco di Roma Gianni Alemanno e dell’ex primo cittadino della Capitale Walter Veltroni.

La fine dell’Angelus di Benedetto XVI in piazza San Pietro è stata accolta dalle urla “vergogna!” ripetute più volte dalle decine e decine di manifestanti che hanno partecipato alla marcia in ricordo di Emanuela Orlandi. All’interno del colonnato, durante il discorso del pontefice, è stato gridato più volte il nome della ragazza vaticana scomparsa nel giugno del 1983. Nel cielo, tra gli applausi della folla, è volata anche una sua foto in bianco e nero appesa ai palloncini bianchi.

”Siamo arrivati qui da tutta Italia – ha commentato una signora – per sentire dalla bocca del Papa il nome di Emanuela, ma anche questa volta torniamo a casa delusi. C’e’ qualcosa che non va, e che intanto qui c’e’ una famiglia che soffre e un mistero che ancora non trova pace”. ”Benedetto XVI ha salutato di tutto e di piu’ – le ha fatto eco una ragazza – addirittura gli sportivi che praticano il tiro con l’arco. Questo mi sembra davvero uno schiaffo per Emanuela Orlandi. Non il primo, e credo, neanche l’ultimo se si continuera’ questo tipo di atteggiamento dal Vaticano”.

(Foto Lapresse)