Materassi, lavatrici… A Roma è emergenza rifiuti ingombranti in strada (foto, video)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 febbraio 2014 11:25 | Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2014 11:28

ROMA – A Roma è ormai “emergenza rifiuti ingombranti”. Non ci sono segnalazioni che tengano: la Capitale pullula ormai di discariche ingombranti e di materassi accatastati accanto ai cassonetti.

A spiegare bene quello che sta accadendo un articolo pubblicate sulle pagine romane del Corriere della Sera a firma Ambra Murè che spiega, con tanto di video, “i vizi dei romani che non riciclano”. Blitz Quotidiano vi ripropone l’articolo, il video realizzato dalla stessa Murè ed una gallery dedicata a Diavù, lo street artist che marchia i rifiuti ingombranti che trova in giro per Roma con il marchio “Roma Pena Capitale” accompagnato dal disegno di una lupa capitolina ormai diventata scheletrica.

A Roma

“Non ci sono segnalazioni che tengano: in molte zone di Roma è ormai emergenza rifiuti ingombranti. Fatti salvi forse i quartieri centrali, le aree intorno ai cassonetti sono diventate «mini-discariche». Dove mani impietose scaricano di tutto: materassi, soprattutto. Ma anche divani, specchi, mobili, porte, frigoriferi, lavatrici”.

“Ho chiamato il Comune, l’Ama e persino i vigili’, si sfoga una signora incrociata su via della Marranella. Quel giorno, il 14 febbraio, dietro un solo cassonetto di materassi se ne contavano addirittura quattro. Abbandonati alla pioggia e al sole ‘da oltre venti giorni’. Un problema igienico, oltre che di decoro. Gli abitanti della zona raccontano inorriditi di topi acquattati tra gli arredi e siringhe conficcate nei materassi, a mo’ di monito. Normalmente ci si tiene a distanza, benché in molti casi i rifiuti ingombrino pure il marciapiede. Chi ha osato avvicinarsi però ha fatto scoperte interessanti. Un fortunato cittadino ha scovato delle piattole. Le ha fotografate e poi ha inviato tutta la documentazione alla Asl. ‘Che però – denuncia – non mi ha mai risposto'”.

“Stanchi di solitarie (e spesso inutili) segnalazioni telefoniche, i cittadini hanno cominciato a postare immagini e video sui social network. Le bacheche Facebook di molti comitati ne sono piene. Scorrerle è come assistere a una carrellata di innumerevoli orrori metropolitani, documentati non solo a Torpignattara, ma anche al Pigneto, a Centocelle, al Quadraro, a San Giovanni. E persino all’Eur, a Marconi, sulla via del Mare. Un po’ per sfida, un po’ per pignoleria, Donatella Collura e Alessio Marazzi dell’associazione «Amici del parco dell’Acquedotto Alessandrino’ hanno deciso di provare a mettere ordine. Almeno nel loro territorio. Hanno dunque creato un indirizzo mail (torpignaflex@gmail.com) al quale inviare le segnalazioni di Torpignattara e Pigneto”.

“In pochissimi giorni i due hanno documentato una cinquantina di mini-discariche, disseminate nel raggio di un paio di chilometri. La mappa , pubblicata online (vedi la mappa), viene costantemente aggiornata. «Il quadro – precisa infatti Alessio – è in continua evoluzione. Non facciamo nemmeno in tempo a cancellare un’area bonificata, che subito dobbiamo registrare una nuova criticità. A volte nelle vicinanze, a volte nello stesso luogo”‘.

“Difficile capire che cosa stia succedendo. Interrogata a riguardo da Corriere.it l’Ama ricorda «tutti gli strumenti gratuiti e facilmente accessibili che l’azienda mette a disposizione per conferire correttamente i rifiuti ingombranti»: dai 13 centri di raccolta sparsi per la città al servizio di ritiro gratuito a domicilio, passando per le raccolte straordinarie della domenica alternativamente nei municipi pari e dispari della città. Di più. ‘Proprio per contrastare gli scarichi abusivi di materiali ingombranti su suolo pubblico e intercettare maggiori quantitativi di materiali da avviare poi a riciclo, Ama ha recentemente attivato un’unità operativa speciale composta da 32 uomini e 16 mezzi dedicati'”.

“Alla fine la municipalizzata quasi alza le braccia. La responsabilità del degrado capitale, secondo lei, è di «una minoranza di cittadini incivili di alcune e circoscritte aree della città». Magari fosse così semplice. «Se un materasso rimane accanto a un cassonetto per tre settimane – sbotta infatti Alessio Marazzi – evidentemente anche l’Ama non fa il suo lavoro nei tempi dovuti”‘.

“Schiacciata tra inciviltà e inefficienza, resta l’immagine di una lupa capitolina ridotta a scheletro (guarda la gallery a seguire). L’ha ritratta così David Vecchiato, in arte Diavù, di professione street artist. Nel tempo libero gira per la città a caccia di rifiuti abbandonati da marchiare col brand di “Roma Pena Capitale”. I cittadini lo applaudono. Lui risponde sornione: «Speriamo che queste opere d’arte durino il meno possibile”.

 

 

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