Usa 2012. Michelle Obama: “Sanità e meno tasse. E il sogno americano”

Pubblicato il 5 settembre 2012 8:00 | Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2012 12:24

(Ap/LaPresse)

CHARLOTTE (USA) – Sanità per tutti e meno tasse per la classe media, continuando a credere nel sogno americano: Michelle Obama parla di politica attraverso l’esperienza concreta di una madre di famiglia, di una “mom in chief” come ci tiene a definirsi. E quando tocca il lato emotivo e parla del sogno americano lo fa perché lei e suo marito Barack quel sogno l’hanno vissuto veramente. “Ridate fiducia a Barack Obama: è uno che crede nel sogno americano perché l’ha vissuto, che cerca di realizzarlo nonostante tutte le difficoltà. L’America ha ancora bisogno di Barack: non ve lo dico da “first lady” o da moglie, lo dico da madre. Serve per il futuro dei miei e dei vostri figli”.

Nessun attacco diretto allo sfidante repubblicano Mitt Romney. Anche se la presa di distanza è chiara quando dice: ”Per me e Barack il successo non si misura con la quantità di soldi che fai, ma dalla capacità di cambiare la vita delle persone”. E poi, con riferimento all’indagine per frode fiscale della Bain Capital fondata da Romney: ”Io e mio marito abbiamo sempre creduto alle regole, all’integrità, siamo sempre stati convinti che le scorciatoie non portino da nessuna parte”.

Gli strateghi della campagna elettorale avevano chiesto a Michelle di portare il lato umano di Obama, un po’ come Ann Romney alla convention repubblicana di Tampa. La first lady non li ha delusi. “Ho visto mio marito nei momenti di trionfo e in momenti difficili che non avrei mai immaginato. E vi assicuro che quell’uomo non è cambiato, è la stessa persona che avete scelto quattro anni fa. La presidenza non ti cambia: rivela chi sei veramente. E lui, come ha sempre fatto la sua famiglia – sua nonna o mio padre che andava a lavorare con la sclerosi multipla – è pronto a rimboccarsi le maniche per cercare di tirarci fuori dalla crisi. Abbiamo ancora bisogno di lui”.

La convention democratica ha voluto differenziarsi da quella repubblicana anche nelle “piccole” cose. Ad aprire gli “stati generali” alla Time Warner Cable Arena di Charlotte è stato un sacerdote greco ortodosso. La cerimonia del giuramento è stata affidata ad un gruppo di bambini di terza elementare. E l’inno degli Stati Uniti è stato cantato da Amber Riley, attrice della commedia musicale per adolescenti “Glee”. Tutto un altro copione rispetto allo spiegamento di “duri e puri” di Romney da Clint Eastwood a Chuck Norris.