Museo Egizio Torino gratis a coppie arabe, Meloni: “Delirio”. Cartelloni con donna velata FOTO

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 gennaio 2018 20:42 | Ultimo aggiornamento: 4 gennaio 2018 20:42

TORINO – Torna a Torino la polemica per la campagna lanciata per il secondo anno dal Museo Egizio che prevede un biglietto gratis agli arabi che si presentano alla biglietteria in coppia. Campagna rilanciata con cartelloni apparsi in questi giorni sui bus cittadini, ritenuta dal direttore Christian Greco “un mezzo per condividere il prezioso patrimonio del museo con le genti del paese d’origine di quel patrimonio”.

Un’iniziativa invece “assurda, ingiustificabile, discriminatoria nei confronti di chi non è arabo e anche offensiva nei confronti delle donne” secondo Augusta Montaruli, dell’Esecutivo Nazionale di Fratelli d’Italia. In una nota congiunta con Patrizia Alessi, esponente della Consulta Pari Opportunità, le due esponenti di Fratelli d’Italia chiedono alla Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte, al Museo Egizio e a Gtt, la società di gestione del servizio pubblico, di “far togliere immediatamente tutti i cartelloni dai mezzi pubblici”.

Giorgia Meloni, presidente e candidato premier di Fratelli d’Italia, ha parlato di “delirante promozione del Museo Egizio di Torino: paghi un biglietto e ne prendi due se hai la carta d’identità araba. I cittadini lo hanno scoperto dalla pubblicità apparsa su autobus e tram, rigorosamente in lingua araba e senza traduzione e che ritrae una donna velata e un uomo dietro di lei che sorride”.

Giorgia Meloni, su Fb, aggiunge: “Ricordiamo che il museo Egizio di Torino prende sovvenzioni pubbliche, è finanziato coi soldi degli italiani e che tra i cinque membri del CdA ci sono un esponente designato dal Comune di Torino, uno dalla Regione Piemonte e il presidente nominato direttamente dal ministero dei beni culturali”.

In una nota, la presidente di Fratelli d’Italia spiega di aver ricevuto una risposta dal museo egizio, aggiungendo che “la toppa è peggiore del buco. Sostengono che scrivono in arabo perché si rivolgono a ‘nuovi italiani ai quali dobbiamo guardare’. Secondo noi i ‘nuovi italiani’ dovrebbero conoscere almeno l’italiano e non dovrebbero avere bisogno di messaggi promozionali in arabo e continuiamo a non capire perché i ‘nuovi italiani’ con cittadinanza araba dovrebbero pagare il biglietto del museo la metà rispetto a un qualsiasi altro italiano. Misteri egizi delle amministrazioni Pd – grilline”.

Della vicenda parla anche Salvini su Facebook: “Razzismo contro gli italiani, pazzesco! Al Museo Egizio di Torino (finanziato dai cittadini italiani) biglietti sconto solo per i visitatori arabi. Ma siamo matti? Qualcuno deve chiedere scusa e dimettersi. Ovviamente giornali e telegiornali nasconderanno la cosa”. “Fai girare tu – conclude – questa vergogna. #4marzovotoLega”.

Repubblica ha raccolto invece la replica del museo Egizio: “Non è discriminazione, facciamo anche campagne in lingua inglese su media rivolte al mondo anglosassone e aperture a prezzi scontati in alcuni giorni per tutti. La donna velata è stata  scelta perché più riconoscibile e ‘simbolica’ (sono la maggioranza)”. Quanto ai soldi pubblici “non esiste problema dice perché il Museo si autofinanzia con i propri biglietti”.
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Museo Egizio Torino, la pubblicità che fa discutere