Nadia suicida a Cittadella per cyberbullismo, il fidanzato: “Chiudete ask.fm”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 febbraio 2014 8:39 | Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2014 8:39

CITTADELLA (PADOVA) – “Il sito Ask.fm deve essere chiuso”. Dopo il suicidio di Nadia, 14 anni, a Cittadella, solo l’ultimo in ordine di tempo, sono in molti a chiedere che il portale in cui si fanno domande e si danno risposte in totale anonimato venga bloccato.

“Nadia era troppo buona per questa società. Alcuni delle frasi su Ask.fm erano dei pugni allo stomaco. Per questo ero riuscito a convincerla a lasciare la chat”,

ha detto Mattia, magazziniere di 21 anni di Fontanaviva e fidanzato di Nadia dal 7 gennaio scorso, al Gazzettino di Padova. 

“Nadia era sofferente, lo vedevo dai suoi occhi che sono lo specchio dell’anima. Con me era felice, le davo tutto il mio amore, riuscivo a farla sorridere a farla stare bene. Con Nadia ci eravamo visti sabato pomeriggio, ci siamo lasciati con un abbraccio ed un bacio. Non è possibile lasciare che chiunque scriva sulle chat in modo anonimo. Quel sito andrebbe chiuso ed è meglio non si facciano mai trovare quelli che hanno scritto certe cose. Solo dei bastardi”.

Chiede lo stesso il padre di Nadia, che tutti i giorni, ha ammesso dopo il suicidio della figlia, giù dall’ex Hotel Palace di Cittadella, controllava i suoi sms e il suo diario, per cercare di proteggerla da ogni pericolo.

 “Mia figlia aveva solo 14 anni e non aveva fatto nulla”.

Anche il sindaco di Fontanaviva, Marcello Mezzasalma, punta il dito contro il social network, riferisce Il Mattino di Padova:

“Chiudiamo questo ask maledetto!”

Lo ha scritto su Facebook: “Chiudete Ask.fm“. In poche ore il suo post ha raggiunto 150 like di consenso, e decine di commenti:

“La maggior parte dei genitori si interrogano. Ho conosciuto l’esistenza di ask.fm solo ieri. Un social network con risposte anonime, caratterizzato da violenza, indecenza, istigazioni varie, frequentato da ragazzi tra i 14 e i 17 anni: a mio modesto parere dovrebbe sparire. Il problema è l’uso che si fa del web, le parole sono violente anche se stanno dentro una dimensione virtuale”.

L’europarlamentare della Lega Nord, Mara Bizzotto, ha presentato un’interrogazione alla Commissione Europea:

“Il suicidio della ragazzina di Fontaniva, spinta a suicidarsi dai cretini del web e dalle loro squallide offese, deve trovare giustizia”.

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