Napoli, corteo per Davide Bifolco. Carabiniere si toglie il cappello FOTO, VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 settembre 2014 11:18 | Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2014 12:58

NAPOLI – Un dialogo di qualche minuto tra alcuni manifestanti e il comandante provinciale dei carabinieri, Marco Minicucci, che poi si toglie per qualche secondo il cappello rispettando così il minuto di silenzio. E’ quanto accade al passaggio del corteo per Davide Bifolco, il ragazzo di 17 anni ucciso dal colpo sparato da un carabiniere la notte di venerdì 5 settembre, davanti alla caserma ‘Pastrengo’ dei carabinieri a Napoli. “Non è uno scontro tra noi e voi – dice Minicucci rispondendo alla richiesta di giustizia del cugino di Davide, Gianni – ma una lotta comune per la legalità. La magistratura accerterà la verita’”.

Tutti seduti intorno agli striscioni a chiedere ancora giustizia e a pregare per “un bambino ucciso dallo Stato”. Termina così in Piazza del Gesù il corteo partito dal rione Traiano per Davide Bifolco. Una manifestazione pacifica che ha raggiunto il centro di Napoli per chiedere la mobilitazione di tutta la città. “Scendete per strada”, hanno urlato più volte i manifestanti all’uscita dalla stazione di Montesanto della Circumflegrea.

I cori per Davide si sono mescolati alle richieste di giustizia per il carabiniere che ha sparato. A metà corteo il passaggio davanti alla caserma ‘Pastrengo’ e dopo pochi secondi il comandante provinciale dei carabinieri Marco Minicucci decide di uscire e parlare con alcuni ragazzi, mentre gli altri si siedono e pregano. “Un minuto di silenzio per Davide se possibile togliendosi i cappelli!, urla una donna al megafono. “Noi lo facciamo per Davide, ma il cappello non è un’offesa”, dice pacato il comandante provinciale dell’Arma. “Per noi si'”, la secca risposta della donna. “Allora me lo tolgo”, riprende conciliante il colonello Minicucci.

Il cugino di Davide, Gianni, si rivolge prima a lui invocando giustizia, poi chiede di “avere il carabiniere per un’ora”. L’ufficiale risponde che “questa non è giustizia”, che “ad accertare la verità ci penseranno i magistrati” e che “tutti noi siamo vicini alla famiglia nel dolore”. Prima di arrivare a Piazza del Gesù i manifestanti urlano “vergogna” passando davanti alla Questura, mentre a pochi metri di distanza il laboratorio occupato Ska espone uno striscione con la scritta ‘Davide ucciso a 17 anni, basta Rambo in divisa’.

“Un solo colpo e non è accidentale, lo Stato è il vero criminale”, riprendono a cantare i ragazzi, prima della chiusura del corteo e del presidio davanti alla chiesa del GesùNuovo. Durante il corteo, anche a un cane che segue è stata fatta indossare una maglietta bianca con la scritta ‘Davide vive’.

(Foto LaPresse)