Napoli, Marco Nonno vicepresidente. De Magistris applaude, lui disegna fasci

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Marzo 2014 15:12 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2014 15:12
Napoli, Marco Nonno vicepresidente. De Magistris applaude, lui disegna fasci

Marco Nonno (FdI)

NAPOLI – Marco Nonno di Fratelli d’Italia è il nuovo vicepresidente del Consiglio comunale di Napoli. Ma mentre il sindaco Luigi De Magistris applaudiva alla metaforica “pagina importante appena scritta”, Nonno si dilettava a scarabocchiare fasci e croci celtiche su un foglio bianco.

Nonno è stato eletto con 21 voti a favore, contro i 13 di Giuseppe Mundo, candidato delle altre forze di centrodestra, e 8 astenuti. Non hanno votato il Pd, Ricostruzione democratica, Sel e Federazione della sinistra Rinaldi e Vasquez. Ma mentre

“È una grande soddisfazione  – sono state le sue prime parole – ed è direttamente proporzionale alla responsabilità assunta. Non è facile ricevere così tanti voti da parte della maggioranza di centrosinistra, ma evidentemente è un riconoscimento al lavoro svolto in tanti anni”.

Il consigliere ricopre la carica in seguito alle dimissioni della consigliera Elena Coccia, incassando la soddisfazione del sindaco:

“Oggi – ha affermato De Magistris – abbiamo scritto una pagina importante assegnando una vicepresidenza del Consiglio all’opposizione con cui ci siamo confrontati in campagna elettorale, il centrodestra. La maggioranza del Consiglio ha evidentemente ritenuto Nonno la persona che in questi due anni e mezzo ha fatto maggiormente opposizione”.

Pagina in realtà scarabocchiata dallo stesso Nonno che è stato pizzicato a disegnare simboli di estrema destra.

[Per guardare il video esclusivo del Corriere del Mezzogiornoclicca qui.]

Il neoeletto presidente, tra le altre cose, è pure imputato per devastazione al processo sui disordini che sconvolsero il quartiere di Pianura nel gennaio del 2008. Quando fu ipotizzata la riapertura della discarica di contrada Pisani per fronteggiare l’emergenza rifiuti, per diversi giorni vi furono blocchi stradali, incendi di bus e cassonetti, sassaiole contro le forze dell’ordine, raid contro negozi ed edifici pubblici. Il pm ha chiesto una condanna a 13 anni di carcere.

(Foto dal Corriere del Mezzogiorno)

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