No Tav, Erri De Luca a processo per istigazione FOTO: “Sabotare è verbo nobile”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Gennaio 2015 13:33 | Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio 2015 13:33

TORINO – Uno scrittore che in tribunale firma copie del suo ultimo libro: succede a Torino, dove Erri De Luca, prima dell’apertura del processo in cui risponde di istigazione per delinquere a favore del movimento No Tav, si è concesso al folto pubblico che si è raccolto in aula in attesa dell’udienza. Al fondo dell’aula, un cartello, ‘Je suis Erri‘, che all’arrivo del giudice è stato tolto. Il suo processo, subito dopo l’apertura è stato rinviato al 18 marzo. Il giudice ha respinto la richiesta della procura di fare testimoniare l’architetto Mario Virano, presidente dell’Osservatorio sulla Torino-Lione, e questa circostanza è stata accolta con favore dalla difesa. “Diversamente – ha detto l’avvocato Gianluca Vitale – questo sarebbe diventato un processo contro l’intero movimento No Tav e con una apologia del Tav”.

“Adesso sarà un processo sulle frasi che ho detto – ha osservato De Luca durante una pausa – io ho usato la parola ‘sabotaggio’, che è una parola nobile usata anche da Gandhi. Continuo a pensare che il Tav vada sabotato, ma sono convinto che si saboterà da solo perché non ci sono i soldi per costruirlo. Il buco del Tav sarà un ‘buco interrotto’, un ‘bucus interruptus'”. Poi ha aggiunto: “Se sarò condannato non farò ricorso. Quello che ho da dire è quello che ho già detto. Uno scrittore deve difendere le sue opinioni, che in questo caso per me sono poi diventate convinzioni. Cosa altro deve fare se non difenderle?”. De Luca, rispondendo ancora ai giornalisti, ha escluso ogni possibile equiparazione fra il suo processo e “il massacro” alla redazione di Charlie Hebdo a Parigi. “Più democratica e civile della lotta dei No Tav non ne conosco”. “Vorrei sapere – ha concluso – se ho davvero istigato qualcuno, e chi”.

Mentre lo scrittore era in aula, un gruppo di No Tav si è raccolto in presidio davanti al Palazzo di Giustizia. Lo scrittore è accusato di istigazione a delinquere per avere difeso nel corso di un paio di interviste la pratica dei sabotaggi al Tav. I presidianti distribuiscono gratuitamente copie di ‘La parola contraria’, il libro (edito da Feltrinelli) in cui ribadisce le sue prese di posizione. Lo scrittore, al termine dell’udienza si è allontanato dall’aula di udienza circondato dai fotografi e fra gli applausi del pubblico (foto Ansa).