Nobel, cena di gala a Stoccolma: le principesse incantano

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Dicembre 2015 13:42 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2015 22:25

STOCCOLMA – Uno scenario da fiaba e tre principesse che hanno incantato: la futura regina Victoria, la sorella Madeleine e la cognata Sofia. Giovedì sera a Stoccolma c’è stata la cena di gala offerta dalla famiglia reale in occasione dei premi Nobel, consegnati ogni anno nella capitale svedese. Occhi puntati su Victoria, incinta del secondo figlio, che per l’occasione ha sfoggiato un abito lungo viola e gioielli abbinati. Tra i capelli persino una grande spilla in ametista e diamanti.

Non da meno le altre principesse: Madeleine, sorella minore di Victoria, aveva un elegante abito lungo, accollato, grigio perla, mentre la neomoglie del principe Filippo, Sofia, aveva un abito blu notte a vita alta, perfetto per la sua pancia che cresce visto che è in dolce attesa.

Un ricordo di tutte le vittime delle ultime stragi terroristiche ha fatto da filo conduttore del discorso dei rappresentanti del Quartetto per il dialogo nazionale tunisino che hanno ricevuto il premio Nobel per la Pace. “L’orgoglio e l’euforia” per la vittoria del premio, “non hanno oscurato il dolore, la tristezza e la rabbia” per “gli atti terroristici barbari e odiosi” avvenuti a “Sousse, al Bardo, a Beirut, a Parigi, a Sharm el Sheikh e Bamako”, ha detto il leader sindacale Houcine Abassi.

Abassi – accompagnato dal leader dell’associazione forense Mohammed Fadhel Mafoudh, dal capo dell’associazione per i diritti umani Abdessatar Ben Moussa e dal capo della confindustria Wided Bouchamaoui – ha aggiunto che il mondo “ha assoluto bisogno di rendere la lotta al terrorismo la priorità,  cosa che implica la perseveranza nel coordinamento e cooperazione tra tutti i paesi.       La presidente del comitato per il Nobel Kaci Kullmann Five ha ricordato “il decisivo contributo del gruppo alla costruzione  di una democrazia pluralista”. Il premio di 8 milioni di corone (866.000 euro), ha aggiunto, va al quartetto nel suo complesso, non tanto alle quattro organizzazioni che lo compongono.