Obama a Roma. Sit-in cobas vicino ambasciata Usa, blocco del traffico (foto)

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 Marzo 2014 20:13 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2014 21:15

ROMA – E’ durata poco meno di due ore e vi hanno partecipato non più di 200 persone la manifestazione dei Cobas che si è svolta nel pomeriggio a Roma in via Veneto, a circa 300 metri dall’Ambasciata Americana, per contestare la visita del presidente Barak Obama nella Capitale. Al sit-in  hanno aderito molti movimenti, tra cui i Comitati No Muos, Campagna Stop Ttip, Rete No War ed anche Prc e Rete dei Comunisti.

Una iniziativa “contro la guerra globale permanente diretta dagli Stati Uniti e condivisa con l’Unione Europea”, per chiedere “l’uscita dalla Nato”, ma anche dire al Governo Renzi “no alla militarizzazione del territorio e alle servitù militari”, per sostenere “la lotta contro il Muos e il tentativo di trasformare la Sicilia in un territorio sotto dominio statunitense” e per chiedere “lo smantellamento di tutte le basi in Italia e la fine della partecipazione dell’Italia alle missioni militari”.

Un sit contro Obama – “Nobel war prize” come recitava un cartello – anche come “massimo responsabile Usa dei negoziati del Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (Ttip) che il suo governo ha avviato con la Commissione Europea” accordo di cui i manifestanti hanno chiesto “l’annullamento”. I partecipanti al sit-in hanno anche criticato Obama “per la pluridecennale prigionia politica negli Usa di Leonard Peltier, nativo ‘indiano’ detenuto da 38 anni, e Mumia Abu-Jamal, attivista nero detenuto da 32 anni e 5 cubani detenuti nelle carceri Usa.

Durante il sit-in sono stati accesi fumogeni colorati, simulato con ombrelli e scatole il sistema “Muos”, lanciati aeroplani di carta ed esposti grandi striscioni con i temi della protesta, uno gigante che raffigurava Bush ed Obama che si toglievano la maschera e sotto appariva un teschio con accanto la scritta: “Barak Obama capo della Guerra Globale Permanente, attualmente gli Usa sono in 74 conflitti armati”.

(Foto LaPresse)