Il Fioretto domina alle Olimpiadi: prima podio tutto azzurro, dopo oro a squadre

Pubblicato il 2 agosto 2012 22:19 | Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2012 22:44

Il servizio fotografico di LaPresse.

LONDRA, INGHILTERRA – Dominio azzurro. Chiamatele pure le Olimpiadi da sogno e perfette. Alle dee del fioretto italiano, per dirla tutta, è  mancato oggi forse solo il bacio della Regina Elisabetta.

Hanno vinto, stravinto e consacrato la scherma italiana sul trono di Olimpo. Di nuovo oro, di nuovo prime, le straordinarie interpreti del dream team – Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca, Arianna Errigo e Ilaria Salvatori – perpetuano una leggenda che va avanti da 20 anni, da quando a Barcellona (c’erano Bianchedi, Vaccaroni, Bortolazzi, Trillini) iniziò quel percorso magico che ha portato all’Italia titoli su titoli fino al sigillo olimpico di oggi.

Per il fioretto rosa ‘made in Italy’ un’altra giornata da applausi e sarebbe quasi il caso di appendere il cartello con scritto ”chiuso per manifesta superiorita”, perchè in fondo di questo si tratta: grandezza, eccellenza, dominio, primato, prevalenza.

Di Francisca, Errigo, Vezzali, in rigoroso ordine olimpico, hanno fatto semplicemente quello che a loro riesce meglio: schiantato le avversari come noccioline, una dopo l’altra, 42-14 alle occasionali sparring partner britanniche nei quarti, 45-22 alle più  titolate francesi in semifinale.

E che dire dei 25 (diconsi venticinque) assalti consecutivi vincenti messi in cascina dalle due jesine e dalla brianzola (ma c’è  stata gloria anche per Ilaria Salvatori)? Due semplici allenamenti, sia pure su una passerella olimpica all’interno di un mega centro conferenze a due passi dal Tamigi, in vista della vera gara: la finale con le ‘odiate’ russe, la squadra che più  d’ogni altra da sempre mette in difficoltà  le lame azzurre.

Basti pensare che le uniche sconfitte del dream team dal 2008 ad oggi sono giunte per mano loro. L’ultimo ko, quello che brucia di più, era arrivato ai Mondiali di Catania nell’autunno scorso, quando le azzurre cedettero per un punto (45-44) in finale.

Oggi si sono presi una rivincita storica, con gli interessi: 45-31 la dice lunga sulla supremazia in pedana. Ma l’Italia oggi è  stata anche ‘semplicemente’ squadra, non solo un coacervo di soliste e primedonne.

Magari l’armonia nello spogliatoio, come si dice in gergo, non sarà  al massimo, ma è anche difficile pensarlo quando a conviverci sono le prime tre schermitrici del pianeta.

Il cammino dell’Italia verso l’oro non è  mai stato cosi’ facile. Subito il break con Vezzali ed Errigo che portano le azzurre 10-5, poi ci pensa la neo-olimpionica Di Francisca ad allungare ancora le distanze,fino ad un massimo di 20 punti.

Poi è  passerella, con un tifo da stadio (8.000 spettatori e tanti tanti italiani) fino alla stoccata finale, indovinate di chi? Dell’icona dello spot italiano, di Valentina Vezzali che oggi insieme alla medaglia d’oro al collo si può  fregiare anche di un altro titolo: l’atleta italiana donna ad avere vinto più  medaglie in oltre un secolo di Olimpiadi. Chiamatelo pure batticuore.

Nel pomeriggio l’Italia aveva conquistato la penultima delle sue undici medaglie a Londra 2012 grazie al canottaggio. L’Italia ha vinto la medaglia d’argento nel Due di coppia di canottaggio alle Olimpiadi di Londra.

La barca italiana con Alessio Sartori e Romano Battisti sono arrivati secondi con il tempo di 6’32″80 alle spalle della Nuova Zelanda, medaglia d’oro in 6’31″67. Medaglia di bronzo alla Slovenia in 6’34″35. Per l’Italia è la medaglia numero 10 in questa edizione dei Giochi, con 3 ori, 5 argenti e 2 bronzi.

“Non mi rendo ancora conto di quello che abbiamo fatto”.

E’ raggianto Romano Battisti al termine della finale del Due di coppia delle Olimpiadi di Londra che ha regalato all’Italia la medaglia numero 10 in questa edizione dei Giochi.

“La nostra tattica di gara è stata fantastica. Ai 1500 siamo passati in testa, abbiamo preso coraggio ma la Nuova Zelanda faceva gara su dii noi. Ce l’abbiamo messa tutta – ha aggiunto ai microfoni di Sky Sport – ci abbiamo creduto fin dal primo giorno”.

Ancora Battisti sottolinea i sacrifici fatti per arrivare a questo risultato:

“Abbiamo lavorato sodo con il nostro allenatore ed è venuto fuori un grande equipaggio. La vittoria era il nostro obiettivo, ma siamo comunque soddisfatti del nostro percorso”.

Soddisfatto anche il più esperto Alessio Sartori, già oro e bronzo olimpico in carriera.

“Abbiamo dovuto combattere molto, abbiamo  tirato fuori i denti e la grinta dimostrando di essere di alto livello”, ha dichiarato.