Papa Francesco, la prima Via Crucis: “Rispondere al male con il bene” (foto)

Pubblicato il 30 Marzo 2013 1:30 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2013 1:33

ROMA – “Anche i cristiani sono chiamati a rispondere al male con il bene“. Questo il messaggio di Papa Francesco durante la celebrazione della sua prima Via Crucis al Colosseo la sera del 29 marzo. Il papa Jorge Maria Bergoglio afferma: “Dio non  rimasto in silenzio di fronte al male, ha risposto, la sua risposta è la croce, che vuol dire misericordia, amore e perdono”.

Il Papa ha parlato del Libano e l’ha portato come l’esempio della testimonianza di convivenza tra musulmani e cristiani, un ”segno di speranza”, ha detto, visibile anche nel viaggio di Benedetto XVI in Libano, lo scorso settembre, durante il quale è nata l’idea di affidare ai ragazzi libanesi, coordinati dal patriarca maronita Boutros Rai, la stesura delle meditazioni a cui Papa Francesco si è ispirato.

Papa Francesco ha seguito la sacra rappresentazione, che ricorda la passione di Gesù, dal processo davanti a Pilato fino alla crocifissione e alla morte sul Golgota, da un gazebo posto sul Palatino, come hanno fatto negli ultimi anni i suoi predecessori.

Si sono alternati a portare la croce, per la prima e ultima stazione il vicario di Roma, Agostino Vallini, per la seconda e la terza due famiglie, una italiana e una indiana, per la quarta e la quinta un disabile, un barelliere e due suore dell’Unitalsi, per la sesta e la settima due seminaristi cinesi, per l’ottava e la nona due fratelli della Custodia di Terra santa, per la decima e undicesima due suore nigeriane e due libanesi, per la dodicesima e la tredicesima un ragazzo e una ragazza dal Brasile, dove il prossimo luglio si terrà a prima Giornata mondiale dei giovani con Papa Francesco.

Il rito ha seguito lo schema classico in 14 stazioni. I testi sono stati letti dall’attrice Lina Sastri e dalla ”voce” della Radiovaticana, Orazio Coclite. Dal pomeriggio del 29 marzo migliaia di fedeli e turisti si erano affollati nei dintorni del Colosseo e sulle pendici del Palatino, così che all’imbrunire, quando sono state accese le fiaccole, lo scenario era come sempre di grande suggestione.

Nelle meditazioni si è evocato il fatto che Gesù, anziché ottenere giustizia, sia stato condannato da innocente, per compiacere la folla: “Nel nostro mondo contemporaneo molti sono i ‘Pilato’ che tengono nelle mani le leve del potere e ne fanno uso al servizio dei più forti; molti sono coloro che deboli e vili davanti a queste correnti di potere, impegnano la loro autorità al servizio dell’ingiustizia e calpestano la dignità dell’uomo e il suo diritto alla vita”.

Le parole del Papa sono state applaudite. Prima di lasciare il Palatino, Papa Francesco ha salutato i lettori e alcune altre persone e ecclesiastici ammessi al baciamano.

Foto Ansa e LaPresse