Parma, buono spesa Coronavirus solo se sei antifascista. Poi retromarcia Pizzarotti

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 4 Aprile 2020 11:01 | Ultimo aggiornamento: 4 Aprile 2020 12:56
Parma, buoni spesa Coronavirus solo se sei antifascista: la regola del Comune di Pizzarotti FOTO

Parma, buoni spesa Coronavirus solo se sei antifascista: la regola del Comune (Foto da Facebook di Emanuele Bacchieri)

ROMA – Buono spesa ma solo se sei antifascista: il Comune di Parma fa marcia indietro, dopo che il “bollino antifascista” (che si applica a chiunque chieda agevolazioni, contributi o patrocini all’amministrazione), era stato applicato ai buoni spesa per il Coronavirus.

La retromarcia di Pizzarotti: “A Parma nessuno viene lasciato indietro”. “Si è trattato di un errore”, dice il sindaco.

“In merito ai bonus spesa – chiarisce il sindaco su Facebook – è stato erroneamente inserito parte di un regolamento che vale per la richiesta di sale civiche, patrocini e contributi per attività ed eventi.

In questa parte c’è scritto che se professi xenofobia, razzismo e nazismo non puoi beneficiare di sale civiche, contributi o patrocini dal Comune di Parma. Da noi è così e rimarrà così. Ma non vale per i bonus spesa, si correggerà l’errore, grazie a chi lo ha fatto notare con gentilezza”.

“Il Primato Nazionale e la signora Meloni – aggiunge – sono notori dispensatori di bufale”. Pizzarotti si rivolge anche a coloro che sui social lo hanno riempito di insulti: “Se foste di Parma e aveste bisogno di accedere al servizio, accedereste nonostante tutto il vostro odio represso contro l’altro. Parma è fatta così”.

La protesta della destra contro il bollino antifascista

Chi chiede i buoni spesa, infatti, scrive l’Ansa citando ambienti del Comune guidato dal sindaco Federico Pizzarotti, deve firmare una dichiarazione nella quale attesta di riconoscersi nei valori della Costituzione e della democrazia, ripudiando nazismo, fascismo, xenofobia e razzismo.

A farlo notare su Facebook (con tanto di foto) è stato Emanuele Bacchieri, iscritto a Casapound.

Il provvedimento nacque alcuni anni fa, in occasione di una polemica sorta sulla concessione di una sala comunale a Forza Nuova. E negli ultimi anni è stata applicata non solo a tutti quelli che hanno collaborato con il Comune a vario titolo, ma anche a quelli che hanno chiesto e ottenuto i benefici del servizio sociale.

“A Parma anche la pastasciutta deve risultare antifascista”, aveva attaccato il vicecapogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Tommaso Foti, annunciando interrogazione al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per avere chiarimenti.

“Trovo vergognoso – aveva aggiunto Foti – che in qualunque momento un comune possa decidere a chi concedere buoni pasto e a chi no solo in base alle sue idee politiche. Ma farlo in un momento come questo, con l’Italia in ginocchio per l’epidemia Covid-19 è altresì squallido e indegno. Il governo faccia immediatamente chiarezza e prenda le distanze dal sindaco di Parma”. (Fonte Ansa e Facebook)