Parma, ponti ostruiti da container e baracche abusive lungo argini FOTO, VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 ottobre 2014 11:19 | Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2014 12:19

PARMA – Container, cisterne di gasolio, baracche, rami d’albero: c’era di tutto nelle golene del Baganza, il torrente esondato a Parma. Materiali che si sono incastrati sotto la volta dei ponti della città, come il ponte dei Carrettieri e quello della Navetta, distrutto sotto l’urto dei cassoni metallici.

Franco Giubilei sulla Stampa descrive quella che sembra

“una trincea invasa dal fango e dai rami, con la balaustra crollata sotto la furia del torrente Baganza”.

Sono centinaia gli “angeli del fango” al lavoro con pale, secchi e idrovore per cercare di sgomberare cantine e seminterrati inondati dalla melma.

I container e i rami si sono incastrati sotto i ponti, i vigili del fuoco lavorano per liberarli. Hanno tirato fuori persino una cisterna di gasolio.

Ma che ci fossero container e baracche abusive tra l’argine e il fiume era cosa nota, raccontano i parmensi alla Stampa

“Si sapeva che in una zona vicina al Navetta era tutto abusivo”, 

dice qualcuno. E qualcun’altro:

“L’altro giorno ho pensato a Genova e mi sono detta che poteva succedere qualcosa del genere anche qui, con tutti quei tronchi nell’alveo. Nell’area golenale c’è di tutto: animali liberi, cavalli, baracche, e tutti sanno che è abusivo. C’è anche gente che si lamenta, ma sono anni che non veniamo ascoltati da nessuno”.

Il peggio è stato evitato solo grazie alla cassa di espansione del torrente Parma. Ma c’è chi pensa ora alla cassa di espansione sul Baganza da 16 milioni prevista da un protocollo di intesa fra Regione, Autorità di bacino, Provincia e Comune firmato nel 2011, ma che ancora non si vede.

(Foto Ansa)

Un container finisce nel fiume