Pd, nomi nuova segreteria di Renzi: 8 donne e 7 uomini FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 settembre 2014 9:32 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2014 9:47
Pd, nomi nuova segreteria di Renzi: 8 donne e 7 uomini

Matteo Renzi (Foto Lapresse)

ROMA – Pd, otto donne e sette uomini per la segreteria “plurale” (e non unitaria, come ha chiesto Gianni Cuperlo) del partito di Matteo Renzi. 

Nella squadra il presidente del Consiglio ha chiamato Filippo Taddei (confermato), attuale responsabile economia della segreteria nazionale del Pd, il deputato Enzo Amendola, il senatore Giorgio Tonini, l’ex sindaco di Marzabotto e deputato Andrea De Maria, il deputato e architetto Emanuele Fiano, il deputato e avvocato David Ermini, il deputato e avvocato Ernesto Carbone, e, tra le donne, la deputata e broker Stefania Covello, la deputata e urbanista Chiara Braga (confermata), la deputata Micaela Campana, la senatrice e giornalista Francesca Puglisi, la deputata e giornalista Alessia Rotta, la deputata Lorenza Bonaccorsi, la deputata Sabina Capozzolo, la deputata Valentina Paris.

Vengono confermati Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini, vicesegretari del partito o, come vengono chiamati, “Albano e Romina”.

Lasciano la squadra Stefano Bonaccini, coinvolto nell’inchiesta sulle presunte “spese pazze” alla Regione Emilia Romagna, i ministri Maria Elena Boschi, Federica Mogherini e Marianna Madia, i deputati Davide Faraone e Alessia Morani, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti, l’europarlamentare Pina Picierno e l’ex responsabile alla comunicazione Francesco Nicodemo. Le deleghe degli uomini e delle donne del premier verranno annunciate giovedì mattina, quando la squadra si riunirà.

Che la segreteria “plurale”, dalla quale si tengono distanti i civatiani, assicuri a Renzi una “pax” interna non è scontato. Lo mettono in chiaro in giornata le dichiarazioni di chi, come Stefano Fassina, pochi secondi dopo aver ascoltato Renzi in Aula alla Camera, scrive un tweet durissimo sul tema del lavoro: “Renzi dice no a un diritto del lavoro di serie A e B. Propone tutte lavoratrici e lavoratori in serie C”. Di Jobs act, così come di legge di stabilità, promette Renzi, si parlerà in una direzione che dovrebbe tenersi il 29 settembre. Ma il “metodo di lavoro”, assicurano i renziani, resta quello usato sulle riforme: si discute, poi si fa il volere della maggioranza.