Piazza Tiananmen: a 25 anni dalla strage spunta una seconda foto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Giugno 2014 14:53 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2014 14:53

PECHINO – Il celebre scatto di Jeff Widener che immortala l’uomo solitario che da solo a piazza Tiananmen ferma una colonna di carri armati, è considerata a ragione una delle foto del secolo. 

Quella foto, realizzata dal reporter per l’Associated Press, fece il giro del mondo anche perché, come racconta in un’intervista al Wall Street Journal Liu Heung-Shing, un altro fotografo dell’AP, fu l’unica a passare le maglie della censura cinese e a finire sulle prime pagine dei giornali. Liu, che sapeva bene con chi aveva a che fare, intimò a Jeff di usare un ‘corriere’ per fargli avere il rullino con gli scatti una volta terminato il servizio in strada. Così Widener pagò un ragazzo americano alto, biondo, con la coda e un grande zaino in spalla per ‘bucare’ le maglie della polizia segreta del regime e portare il prezioso carico a Heung-Shing. Che riuscì a trasmettere la foto. 

Ma non fu l’unica. Ecco allora che in questi giorni, a 25 anni dai fatti che cambiarono per sempre l’anima della Cina moderna, sui social network gira un’altra foto, a suo modo altrettanto iconica. E’ in pratica lo stesso scatto ma visto da un’altra prospettiva. In rete circola sotto il nome di versione ‘uncropped’ – cioé non tagliata – dello scatto di Widener ma in realtà è tutta un’altra cosa. Fu realizzata infatti da Stuart Franklin dellaMagnum, probabilmente dai piani alti del Beijing Hotel. Purtroppo per lui, però, fu battuto sul tempo dai colleghi dell’AP. Arrivare per primi, quando si fa la Storia, conta.

Questa sera intanto, ad Hong Kong ci sarà uan vglia per le vittime della repressione. Pattuglie della polizia per tutta la città, controlli più severi del solito e lunghe file per entrare su piazza Tiananmen. Pechino appare tesa nel 25esimo anniversario del massacro con il quale l’ esercito cinese mise fine alle proteste di studenti e cittadini che chiedevano la democrazia. Alcuni giornalisti stranieri che hanno tentato di recarsi sulla piazza sono stati bloccati e rispediti indietro.

La navigazione su Internet continua a essere lenta e il sito di Google, il popolare motore di ricerca americano, inaccessibile. Nelle scorse settimane, secondo fonti del dissenso, almeno duecento persone sono state arrestate o costrette ad allontanarsi dalla capitale per evitare qualsiasi tipo di commemorazione del massacro. Il Partito Comunista Cinese ha definito il movimento democratico del 1989 un “moto controrivoluzionario” e rifiuta di discutere del massacro e chiarire quanti cittadini furono uccisi nella notte tra il 3 e il 4 giugno del 1989.

I gruppi umanitari affermano che si tratta di centinaia, forse di migliaia, di persone. Come tutti gli anni, una veglia in onore delle vittime si terrà la notte tra il 5 e il 6 giugno nel Victoria Park di Hong Kong, una Speciale Regione Amministrativa con istituzioni e leggi diverse da quelle della Repubblica Popolare. Gli organizzatori prevedono la partecipazione di 150mila persone.