Pozzallo, cibo migranti buttato via. M5s: “Dieta mediterranea non adatta a loro”

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 Luglio 2014 18:20 | Ultimo aggiornamento: 23 Luglio 2014 18:21

RAGUSA – Al centro di accoglienza di Pozzallo, in provincia di Ragusa, il cibo dei migranti finisce nella spazzatura. Decine di porzioni di pasta e carne, ancora incellophanate, e direttamente cestinate, perché non consumate. Pasti che il Comune paga profumatamente, 15 euro al giorno per persona, a una ditta di Pescara che si è aggiudicata il bando. Cibo sistematicamente consegnato in sovrannumero e snobbato dai migranti che, per cultura o religione, non sembrano gradire la cucina mediterranea. Sul caso è stata già aperta un’inchiesta amministrativa interna. Ma c’è chi come la deputata Cinque Stelle, Marialucia Lorefice, ne fa un esercizio di squisita retorica.

Se non altro all’esponente M5s va il merito di aver portato il caso all’attenzione nazionale, presentando un’interrogazione in Parlamento sul tema. Non perché imbarazzata dagli sprechi, ma perché avrebbe da ridire sulla dieta a cui sarebbero “obbligati” gli stranieri. La soluzione, secondo lei, è che lo Stato si adegui alle esigenze dei migranti, che hanno evidentemente abitudini alimentari e culturali assai differenti.

Quando la domanda più sensata da porsi sarebbe stata: perché è così tanto il cibo che avanza? E come mai nessuno ha pensato di darlo ad altri? Magari alla Caritas, alle mense per poveri o agli ospedali? Non buttarlo, insomma. E soprattutto perché è così caro? Se in media i buoni pasto che un’azienda passa ai suoi dipendenti hanno un importo di 5-7 euro, come può costare quasi il triplo sfamare un migrante?

Pozzallo, cibo migranti buttato via. M5s: "Dieta mediterranea non adatta a loro"