Primo maggio a Pozzallo coi migranti. Camusso attacca: “Governo propaganda”

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Maggio 2015 14:12 | Ultimo aggiornamento: 1 Maggio 2015 14:12

POZZALLO (RAGUSA) – Primo maggio a Pozzallo coi migranti per i sindacati Cgil, Cisl e Uil, che quest’anno festeggiano il lavoro in uno dei porti simbolo degli sbarchi e del dramma dell’immigrazione.  “La solidarietà fa la differenza. Integrazione, lavoro, sviluppo. Rispettiamo i diritti di tutti, nessuno escluso”, è lo slogan scelto per la manifestazione capeggiata dai rispettivi segretari delle tre confederazioni, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. 

L’ultima a prendere la parola dal palco allestito in piazza della Rimembranza è stata la leader Cgil che è pure la più agguerrita. Camusso è subito partita all’attacco del governo Renzi: “C’è solo la propaganda di chi continua a dire che con un decreto si crea occupazione – ha detto Camusso – Non ne possiamo più che si divida sempre, i lavoratori dai lavoratori, i precari dai precari. Il problema è un uomo solo al comando”.

Da Roma le ha risposto indirettamente il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. All’inizio del 2015 ha detto “i contratti a tempo indeterminato erano circa il 40% in più rispetto allo stesso periodo del 2014, in parte nuovi contratti”.

Ma Camusso ha continuato ad attaccare: “Abbiamo bisogno di un Parlamento che possa decidere, di essere autonomi. La nostra Repubblica è fondata sul lavoro, che è dignità e libertà, liberta di scegliere. La dignità del lavoro che rende libere le persone”.

Poi ha salutato con entusiasmo l’apertura di Expo 2015 a Milano: “Siamo contenti, è la vetrina del nostro paese, la vetrina del cibo e dell’alimentazione”. Ma avverte “non possiamo dire che ci sono due mondi che non si guardano, perché questo è un Paese bagnato dalle acque del Mediterraneo e dobbiamo ricordare che noi siamo quelli che sono andati in giro per il mondo e abbiamo chiesto asilo e rispetto Da questa isola – ha proseguito Camusso – tanti sono andati, hanno dovuto emigrare. È la nostra storia. Ma non si ripeta da parte dei potenti la storia che abbiamo già visto di chi protegge la sua ricchezza.

Prima di lei hanno preso la parola gli altri due segretari. Barbagallo della Uil ha precisato: “Non si fa sviluppo, ripresa economica con decreto ma con investimenti pubblici e privati”. Annamaria Furlan della Cisl: “Mentre l’Europa deve ripartire dal lavoro, il lavoro è solidarietà, unisce. Bisogna partire dal lavoro anche nel nostro Paese: non si creano posti di lavoro con le regole ma con la crescita e lo sviluppo”. I posti di lavoro, rileva Furlan, “si creano investendo in ricerca, in innovazione, in grandi opere e infrastrutture. Per fare questo dobbiamo fare una guerra senza frontiera alla corruzione”.

(Foto Ansa)