Referendum articolo 18: depositati quesiti per “abolire la riforma Fornero”

Pubblicato il 11 settembre 2012 21:37 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2012 21:39

(Foto LaPresse)

ROMA – Sono state depositati in Cassazione i due quesiti dei referendum per abolire le modifiche apportate da Elsa Fornero all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e per “ripristinare i diritti minimi e universali previsti dal contratto nazionale di lavoro, cancellati dal governo Berlusconi con l’art.8 del decreto legge n.138 del 2011”.

Fanno parte del comitato promotore l’ Idv, Sel, Rc, i Verdi, Pdci, la Fiom – Cgil, i giuristi Pier Giovanni Alleva e Umberto Romagnoli. Le firme cominceranno a essere raccolte il 12 ottobre.

In particolare il quesito sulla contrattazione collettiva chiede l’abrogazione dell’articolo 8 del decreto legge del 13 agosto 2011, numero 138, titolato ‘Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo’. Le nuove norme consentono la stipula di contratti in deroga alla contrattazione collettiva nazionale ed è stata sostenuta dal ministro del Welfare, Elsa Fornero. Il quesito sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, chiede di abrogare diverse modifiche introdotte per evitare la riassunzione dei lavoratori ingiustamente licenziati ‘liquidandoli’ solo con un indennizzo economico.

“I quesiti referendari – spiega il leader di Sel, Nichi Vendola, tra i promotori della consultazione – cercano di reinstaurare la civiltà del lavoro che si fonda sul diritto di non essere licenziati senza giusta causa e vogliono abolire la delega che cancella i contratti nazionali e rende i cittadini ricattabili”. Il governatore della Puglia aggiunge poi che “c’è stata un’intera legislatura che ha creato problemi al mondo del lavoro. Non c’è agenda di cambiamento – continua – se non si mette al centro il mondo del lavoro e della precarietà”.

Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, parla di programma per le future coalizioni. “Le alleanze – spiega – si fanno sui programmi e questo referendum è un programma su cui allearsi per mettere di fronte alle proprie responsabilità anche chi appoggia il governo Monti”. E poi si rivolge al partito guidato da Bersani. “Casini – afferma Di Pietro – ha detto che se va al governo mantiene la riforma Fornero. Il Pd deve decidersi: la appoggerebbe o la sostituirebbe?”.

E’ contraria al referendum, invece, il presidente del Pd Rosy Bindi: “Penso che fare in questo momento un referendum – afferma – sull’articolo 18 sia un grave errore”, dice. La Bindi sostiene che non firmerebbe mai i quesiti “perché questa riforma che parte dall’articolo 18 è frutto di una sintesi a cui abbiamo contribuito anche noi come Pd in maniera determinante e perché penso che la modifica all’articolo 18 sia assolutamente europea”.

 

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