Remo Remotti, al funerale a Roma Nanni Moretti, Brignano, Haber…FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2015 15:29 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2015 15:29
Remo Remotti, al funerale a Roma Nanni Moretti, Brignano, Haber...FOTO

Remo Remotti, al funerale a Roma Nanni Moretti, Brignano, Haber…FOTO

ROMA – Attori, registi, presentatori: sono molti i volti noti che sono andati al funerale di Remo Remotti, celebrato giovedì mattina nella chiesa degli artisti di piazza del Popolo a Roma. Remotti è morto a Roma all’età di 90 anni: scultore, pittore, attore, scrittore, cantante, commediografo, poeta ed erotomane convinto (“volevo essere Bukowski”, confessa nella sua autobiografia), nasce a Roma nel 1924.

Rimasto orfano di padre a soli 12 anni, esperienza che lo ha molto segnato, Remotti si trasferisce in Perù, dopo essersi laureato in legge. Nel 1960 torna in Italia, a Milano, e sposa Maria Luisa Loy, sorella del regista Nanni Loy. Espone i suoi quadri in gallerie private milanesi. Nel 1968 va in Germania, dove era già stato per qualche tempo nel 1964 come assistente di Emilio Vedova, e vi rimane fino al 1971.

Negli anni Settanta torna in Italia e inizia a lavorare come attore al cinema con Marco Bellocchio, Renato Mambor, Rodolfo Roberti, Nanni Moretti, Carlo Mazzacurati, Egidio Erodico e altri. In tv, nel 2001, recita in Casa famiglia e poi, ancora, in Stiamo bene insieme; Quei due sopra il Varano; I Cesaroni; Il Papa buono e Un medico in famiglia. Lavora in una cinquantina di film (l’ultimo con Massimiliano Bruno, Viva l’Italia!), otto libri e tre album.

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Amato e chiamato per i propri film da Nanni Moretti (fu psicanalista in Sogni d’oro), Ettore Scola e Marco Bellocchio, ma anche da Coppola che lo ha voluto nel suo Padrino III, confessa nella sua autobiografia Diario segreto di un sopravvissuto (2006): “Dio l’ho trovato a 50 anni e ciò mi ha fatto capire che gli uomini, non maturi come le donne, fino a cinquant’anni non capiscono un cazzo”.

Si esprimeva così, era sboccato, aveva fatto più di un elogio del sesso femminile, delle puttane, del Viagra. Ancora dalla sua autobiografia, che segue le due versioni di un’altra sua opera autobiografica (Ho rubato la marmellata e Diventiamo angeli. Memorie di un matto di successo), tante provocazioni, piccoli scandali tutti verbali (basti ricordare le sue apparizioni al Costanzo Show).