Restitution Day, parlamentari M5s rinunciano a oltre 1,5 mln. Foto dell’assegno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Luglio 2013 18:35 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2013 21:58
Restitution Day, M5s restituisce oltre 1,5 mln

La foto dell’assegno pubblicata sul profilo Twitter del Corriere della Sera

ROMA – Oggi, 4 luglio 2013, è festa grande tra i banchi dei Cinque Stelle alla Camera. Festeggiano il Restitution Day: l’assegno da 1.570.000 euro che copre gli stipendi dei parlamentari da marzo a fine maggio si aggiunge ai 42 milioni di rimborsi elettorali già restituiti. E alle indennità di carica, cui i Cinque Stelle hanno già rinunciato.

Grande assente Beppe Grillo, atteso per la prossima settimana al Colle. Intanto però i grillini celebrano il traguardo in diretta streaming su La Cosa. Il capogruppo Riccardo Nuti rivendica il primato dei Cinque Stele: “Se tutti i gruppi parlamentari seguissero il nostro esempio ci sarebbe un risparmio di 40 milioni di euro”. “I soldi alla politica fanno male. Se li togli diventa una cosa bellissima”, argomenta rafforzativo il vicepresidente alla Camera Luigi Di Maio. Che snocciola un po’ di numeri di un dossier sui costi del Parlamento che verrà pubblicato a breve: “400 milioni di euro l’anno per i vitalizi, 200 mila stanziati per il circolo della Camera, 260 mila euro all’Unione interparlamentare”.

Ma quello che è sempre stato un vanto per i pentastellati, nelle ultime settimane si era trasformato in un argomento spinoso e motivo di vergogna. Quelli precedenti sono stati mesi di polemiche, con espulsioni e fughe al Gruppo Misto, per colpa della famigerata diaria. Il regolamento del movimento prima delle elezioni stabiliva che i parlamentari avrebbero dovuto a rinunciare a metà della loro indennità netta (2.500 euro invece che 5.000), ma avrebbero potuto tenere tutto il resto, cioè diaria e rimborsi vari: che sono a conti fatti la parte più consistente dello stipendio parlamentare.

A metà maggio il Movimento ha modificato il suo stesso regolamento: è passata la linea intransigente di Beppe Grillo. Rigore francescano: rinuncia alle spese telefoniche e di spostamento, restano invece la diaria e i rimborsi per i rapporti con gli elettori per la parte rendicontata.

A seguire i parlamentari M5s festeggiano fuori dal Parlamento (foto LaPresse)