Roma: Colosseo, Terme di Caracalla e Diocleziano… “chiusi per sciopero”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Giugno 2013 14:33 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2013 14:33

ROMA – Colosseo chiuso per sciopero. Stessa cosa alle Terme di Caracalla e a quelle di Diocleziano, ma anche a Palazzo Massimo. Succede a Roma. A giugno, in piena stagione turistica. E ci si può immaginare quel che penseranno gli stranieri, che già considerano l’Italia un Paese di oziosi.

In coda anche sotto il solleone, i turisti arrivati la mattina di giovedì 20 giugno per ammirare l’Anfiteatro dei gladiatori e gli altri siti archeologici di epoca romana si sono trovati davanti un cartello in italiano e inglese (non proprio oxfordiano) in cui veniva loro comunicato che i cancelli sarebbero rimasti chiusi dalle 8:30 alle 12:00 per “assemblea sindacale”.

I lavoratori si difendono: “Con questa assemblea intendiamo denunciare il grave rischio che correranno nei giorni festivi tutti i musei e le aree archeologiche”, ha detto il segretario regionale Uilpa dei Beni culturali, Franco Taschini, all’assemblea dei lavoratori al Colosseo. “Il contratto del personale di vigilanza prevede l’obbligatorietà di svolgere un terzo dei turni festivi all’anno e questo naturalmente stante la carenza del personale non basta assolutamente a garantire la tutela dei musei. Chiediamo al ministro Bray una seria politica occupazionale, che si interrompa il costume del lavoro mascherato, che utilizza finti volontari, consulenti e stagisti”, ha rincarato Fiorella Puglia, sindacalista della Funzione pubblica Cgil di Roma e Lazio,. “La media dei lavoratori dei Beni culturali è di 54 anni, moltissimi persone con profili tecnici e alte professionalità vanno in pensione e non hanno possibilità di trasmettere le proprie competenze a causa del blocco del turnover. Per effetto della spending review non è possibile, ad oggi, assumere nuovo personale”.

(Foto Lapresse)