Roma-Cska scontri: 8 arresti, 3 scarcerati, 8 Daspo. Polizia: colpa dei russi FOTO-VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 settembre 2014 17:30 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2014 15:24
Roma-Cska scontri: 8 arresti, 3 scarcerati, 8 Daspo. Polizia: colpa dei russi FOTO

Roma-Cska scontri: 8 arresti, 3 scarcerati, 8 Daspo. Polizia: colpa dei russi FOTO

ROMA – Al termine degli scontri di Roma-Cska Mosca (5-1) si contano otto ultras arrestati dei quali tre già scarcerati, e otto provvedimenti di Daspo (Divieto di accesso alle manifestazioni sportive). Scontri dentro e fuori dallo stadio Olimpico, dove si giocava la prima gara del girone E della Champions League.

Tra gli arrestati per aver preso parte ai disordini sul Ponte Duca D’Aosta, dove un supporter russo è stato accoltellato, un tifoso della Roma che è stato identificato grazie all’ausilio delle immagini videoregistrate: M.M., 35enne, già sottoposto a Daspo nel 2010 per due anni, è stato poi rintracciato all’uscita dallo stadio dalla polizia. Due russi sono stati arrestati nel corso delle operazioni di prefiltraggio perché trovati in possesso di fumogeni e di 3 coltelli, due a serramanico ed uno da cucina. Per loro è scattato l’arresto per possesso di tale materiale. Sia per i due supporter russi che per il romanista il giudice monocratico questa mattina (18 settembre) ha convalidato l’arresto ma ha disposto la scarcerazione.

La Questura di Roma dà la colpa ai russi, intesi come tifosi del Cska e come forze dell’ordine:

Il contatto tra tifosi romanisti e supporter del Cska Mosca, che ha poi portato all’accoltellamento di un tifoso russo, sarebbe avvenuto secondo la Questura di Roma perché i tifosi russi non erano assisti “in modo adeguato da esponenti della società di calcio di Mosca né accompagnati da forze dell’ordine di quel Paese, come invece dovrebbe avvenire negli eventi calcistici internazionali”.

La Questura sottolinea inoltre come il contatto tra i due gruppi, avvenuto attorno alle 20 durante l’afflusso verso lo Stadio Olimpico nella zona compresa tra Ponte Duca d’Aosta e Lungotevere Maresciallo Diaz, sia stato causato anche “dal mancato rispetto delle indicazioni fornite circa i punti di concentramento da parte della tifoseria russa”.

La stampa russa si chiede ora cosa succederà al Cska dopo le “vacanze romane” dei suoi tifosi. Viaceslav Koloskov, presidente onorario dell’Unione calcio russa, dà la colpa “agli organizzatori romani”:

La stampa sportiva russa non appare stupita dagli incidenti accaduti ieri alla partita di Champions League tra Roma e Cska, squadra quest’ultima nota per la presenza tra i suoi ultras di frange estremiste violente e razziste. E si interroga su cosa rischia il club dopo le ”vacanze romane” dei suoi sostenitori, come le definisce ironicamente Sport Express, ipotizzando una multa, la chiusura temporanea dei settori ultras o alcune partite da giocare senza spettatori in casa. Ma sul sito Cempionat.ru, Viaceslav Koloskov, popolare presidente onorario dell’Unione calcio russa, sostiene che “al Cska non spetta nulla di grave come punizione perché non ha organizzato la partita e non può rispondere quindi per la sicurezza”. A suo avviso si possono invece presentare molti reclami agli organizzatori romani: “Perché hanno permesso ai tifosi russi di portare fuochi di artificio e non hanno garantito la sicurezza?”, si chiede.

UN VIDEO DEGLI SCONTRI ALL’OLIMPICO