Roma, i dipendenti Atac: “Metro B? Condizioni di lavoro da terzo mondo”

Pubblicato il 20 Giugno 2012 19:14 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2012 19:15

ROMA – Il sindaco di Roma e i dirigenti Atac sostengono che i rallentamenti che da settimane riguardano la metro B di Roma sono dovuti a un continuo sciopero selvaggio dei macchinisti. Ora i dipendenti Atac dicono la loro in un comunicato affisso nelle stazioni della metro romana. In sintesi: con l’apertura del tratto della metro B1 i macchinisti e i convogli sono rimasti gli stessi. Nessuna protesta selvaggia ma mancanza di forze necessarie a coprire il servizio. Ecco il duro atto d’accusa dei dipendenti nel testo del comunicato:

“I dipendenti Atac spa non intendono essere il capro espiatorio della cattiva organizzazione dei dirigenti. Il personale della linea B si scusa con i cittadini per i rallentamenti verificatisi in questi giorni che non sono dovuti a proteste ma a carichi di lavoro non pià gestibili. Infatti sia ai manutentori sia ai macchinisti è stato chiesto un surplus di lavoro per garantire l’apertura della linea B1 con lo stesso numero di mezzi e di ricambi in circolazione. Questi lavoratori, che prima di tutto sono cittadini, si rifiutano di mettere a richio la sicurezza dei viaggiatori e chiedono al sindaco di mantenere le promesse fatte: 1- tagliare il management che guadagna stpendi esagerati. 2- occuparsi di parentopoli: non è stata intrapresa nessuna azione nei confronti dei circa 800 raccomandati assunti come dirifenti ai primi impieghi e senza nessuna selezione. 3- reinternalizzare  le lavorazioni che gli spagnoli del Caf (la società che ha prodotto i nuovi convogli, ndr) eseguono anche senza contratto di manutenzione. Con il risparmio dovuto seguendo solamente questi punti si poteva evitare l’aumento delle tariffe di viaggio. La dirigenza non può gettare discredito sui lavoratori che eseguono giornalmente e in coscienza la messa in sicurezza dei convogli in condizioni di lavoro da Terzo mondo”.