Roma in piazza contro Marino “Pinocchio”: “Vattene, clandestino, dimettiti” FOTO

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 novembre 2014 13:27 | Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2014 13:31

ROMA – Il malessere di Roma contro Ignazio Marino, il peggiore sindaco della storia della Repubblica italiana, ha portato in piazza migliaia di persone. Stretta fra l’imbarazzo e la lealtà a un sindaco espresso dal Pd quando ne era segretario l’ineffabile Pierluigi Bersani, la sinistra ha abbandonato alla destra più o meno estrema il giusto risentimento dei cittadini, sulla strada di quella miopia nel campo dell’ordine pubblico denunciata da Marco Travaglio.

Dai gravi danni recati al già congestionato traffico di Roma dalla chiusura alle auto private dei Fori Imperiali al dilagare di zingari questuanti e borseggiatori, artisti di strada e ambulanti abusivi, Roma di Ignazio Marino e del suo vice Luigi Nieri sembra la città di Blade Runners più che quel gioiello che dovrebbe essere la capitale d’Italia.
Il razzismo della sinistra dei quartieri alti che ha concentrato in periferia i centri di accoglienza per immigrati più o meno clandestini ha favorito la formazione di una miscela esplosiva che è esplosa in episodi di violenza e intolleranza prima a Carcolle, poi a Tor Sapienza.
La manifestazione di sabato 15 novembre ne è la logica conseguenza.
La cronaca del Messaggero è efficace:
“Scendono in piazza le periferie, contro «il degrado della città» e la giunta di Ignazio Marino, raffigurato come «Pinocchio». 
Da Ponte di Nona a Tor Sapienza, da Torpignattara a Settecamini, sono 62 tra comitati e associazioni ad aver risposto all’appello del Coordinamento Azioni operative Ponte di Nona (CAOP). Pronti a marciare da piazzale dell’Esquilino, storico rione multietnico della città, a piazza Santi Apostoli, fra tricolori, inni d’Italia e striscioni delle varie associazioni. Ma ci sono anche politici, come il consigliere comunale ex Ncd, e ora della Lega dei Popoli, Marco Pomarici, così come il collega di partito, al Municipio I, Luca Aubert.

Tra i manifestanti anche l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che proprio estraneo alle decisioni catastrofiche alla base della protesta non è, visto che è stato sindaco fino a 2 anni fa:
«È importante portare le periferie qui nel cuore di Roma. Le proteste dei quartieri che rischiavano di rimanere isolate e chiuse nel rancore, sono qui per trovare uno sbocco politico, e si stanno facendo sentire». 
Roma, prosegue, «protesta contro Marino, perché rischia di esplodere. Tor Sapienza è il primo esempio dell’incendio nelle periferie romane, ma ogni periferia ha i propri drammi, tra degrado e disagio acuito dai campi nomadi e dai rom».

Nel mirino il primo cittadino: «Marino vattene», «Marino clandestino», «Marino dimettiti», alcuni dei cartelli esposti, oltre a «Roma vuole rispetto, questo schifo non lo accetto», «No ai roghi tossici, no alla prostituzione nelle strade», «Vogliamo una città sicura e bella, vogliamo trasporti pubblici efficienti». 
«Non era mai successo che i comitati uniti scendessero in piazza per protestare – sottolinea Franco Pirina, presidente del CAOP – e denunciare il degrado dei territori, tra mezzi pubblici carenti e microcriminalità, a cui si aggiungono i problemi dell’immigrazione continua». In tutto questo «il sindaco Marino non sta facendo niente, non è all’altezza di gestire Roma e il suo disagio. Se mi convoca? Non ci vado, tanto ai vertici sulla sicurezza e l’accoglienza invita solo i rappresentanti dei nomadi, non dei cittadini».

Si parte dall’Esquilino, spiega Augusto Caratelli, leader del Comitato difesa Esquilino-Monti, «perché è una polveriera pronta a esplodere. È da 10 anni che lanciamo l’allarme, siamo veramente stufi che Marino in un anno e mezzo non ci convochi per parlare dei territori. Qui gli immigrati pregano per strada, è un’imposizione, vadano alla moschea a pregare!». E ancora dalle periferie: «Basta!!! Torpignattara non è un ghetto. Uguali leggi, uguali doveri per tutti», «Settecamini: difendiamo il nostro quartiere», retto da Domenico Corsale, leader del Movimento di quartiere: «Marino? Parlava di riqualificazione ma in un anno e mezzo non si è visto, faccio fatica a sentirlo come sindaco», afferma”.
(Foto Ansa)