Roma, la mappa dei clan quartiere per quartiere

di Gianluca Pace
Pubblicato il 14 novembre 2013 13:36 | Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2015 11:22

ROMA – I Fasciani a Ostia, la ‘ndrangheta a Roma nord e San Basilio, i Casamonica a Tor Bella Monaca e all’Appio, il clan Senese a Fiumicino e Ciampino, Roma è in mano alle cosche, Roma è “diventata ormai la prima stazione di riciclaggio delle mafie e della ’ndrangheta”. “La situazione della criminalità romana resta invariata, è aumentata però la capacità delle cosche Alvaro-Gallico di investire quantità gigantesche di soldi – spiega Giampiero Ciofredi, nuovo presidente dell’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione – I numeri parlano chiaro: se fino al 2012 le segnalazioni sospette arrivate alla Banca d’Italia si aggiravano attorno alle 2.200, nei primi tre mesi del 2013, la crescita è stata davvero esponenziale e sono schizzate a 7.800 segnalazioni – continua Cioffredi – Dubbi investimenti che danno il senso reale che Roma è diventata ormai la prima stazione di riciclaggio delle mafie e in particolare il radicamento della ’ndrangheta”.

Roma, la mappa delle cosche

Roma, la mappa delle cosche (Il Messaggero)

Borgate, quartieri, divisi in zone di influenza, bar, ristoranti e locali spartiti tra i clan. “I nuovi re di Roma” per citare un’inchiesta di Lirio Abbate per l’Espresso. Indagini e sentenze hanno scritto la mappa della malavita romana. A Ostia la famiglia Fasciani, con al vertice Don Carmine. Poi i reduci della banda della Magliana, solo nei giorni scorsi gli ultimi arresti e la scoperta della rete di spaccio con la Slovenia gestita, si legge tra le carte, da Lodovico Speranza.  Ad Acilia poi ci sono anche i casalesi, c’era Mario Iovine fino al 2008, poi, come scrivono gli inquirenti, i due fratelli, Sergio e Sandro Guarnera, 58 e 60 anni, entrambi di Acilia, che dopo l’arresto di Mario Iovine nel 2008, “diventano i punti di riferimento dell’organizzazione”.  “Nel territorio di Acilia – riassume la Finanza – si assisteva a una vera espansione mafiosa con la concreta imposizione agli esercizi commerciali dei propri videopoker”. Cinque ’ndrine per gestire il territorio di Roma nord: quella dei Morabito, Bruzzaniti, Palamara, Speranza e Scriva. A San Basilio, invece, ci sarebbe la ’ndrina Sergi-Marando. Tor Bella Monaca e la Romanina, secondo l’Osservatorio, sono controllati dal clan Alvaro e dalla famiglia Casamonica. Tra le strade di Fiumicino, a due passi dall’aeroporto, ci sarebbe il clan Senese, il gruppo di Michele Senese, ‘O Pazzo. Clan, famiglie, mafie che a Roma convivono e si spartiscono il business: “C’è da sempre collaborazione – dice Luigi De Ficchy, procuratore capo della Procura di Tivoli, intervistato dal Messaggero – basta ricordare la Banda della Magliana che faceva affari con tutti. L’interesse delle varie famiglie è andare d’accordo. Non c’è volontà conflittuale”. A Roma si “muoveva” anche Ernesto Diotallevi, uno dei boss “storici” della banda della Magliana, solo ieri (13 novembre) il sequestro di un tesoro da 25 milioni di euro. Ma a Roma i reduci della banda della Magliana non comandano più adesso ci sono i clan, le famiglie, le ‘ndrine, un vero “governo del territorio”, una “pax armata”, lasciando alla manodopera, al braccio armato, “gli affari sporchi “.