Roma, Papa Francesco visita campo profughi e parrocchia a Pietralata FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Febbraio 2015 21:00 | Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio 2015 12:28

ROMA – Papa Francesco visita una parrocchia a Pietralata, popoloso quartiere alla periferia Nord Est di Roma, dove ha compiuto la decima visita ad una parrocchia della diocesi (la nona secondo le fonti ufficiali, perché Francesco ha compiuto l’anno scorso una visita non prevista dal calendario recandosi a visitare un presepe vivente a Prima Porta). Ad accoglierlo c’era una discreta folla di fedeli, tenuti a distanza con delle transenne dalla piccola chiesa rurale di San Michele Arcangelo, che risale ai primi del ‘900, attorno alla quale è  sorto il quartiere. Paolo VI venne qui per inaugurare le case popolari che accerchiano la parrocchia. Con il cardinale vicario Agostino Vallini c’erano il parroco don Aristide Sana e il vescovo ausiliare monsignor Guerino Di Tora.

Ad accompagnare i “senza tetto”, che Francesco ha incontrato subito dopo, c’erano invece i volontari della Comunità  di Sant’Egidio. A loro, Papa Francesco ha donato un centinaio di sacchi a pelo. Da alcune finestre dell’edificio parrocchiale protette da cancelli di metallo spuntavano gli obiettivi dei fotografi, e il Papa ha scherzato su questa circostanza, dicendo “saluto i fratelli carcerati”. Il Pontefice ha subito raggiunto il salone parrocchiale dove uno ad uno ha salutato un centinaio di ammalati, alcuni dei quali con le bombole ad ossigeno. Francesco ha anche ringraziato i volontari dell’Unitalsi che erano insieme ai malati, poi è  salito al piano superiore per incontrare un gruppo di “senza tetto” e diversi gruppi parrocchiali tra cui degli scout e concludere i saluti iniziali incontrando i bambini e gli adolescenti che frequentano le diverse classi del catechismo.

Durante l’incontro con gli scout, Papa Francesco si è messo al collo il loro fazzoletto e poi ha detto: “Ricevere Gesù ci dà forza. C’è chi dice: ma io non vado a messa perché sono stanco. Io dico: sei uno scemo! Perché sei tu che perdi, perché se vai a messa ricevi Gesù e sei più forte per lottare nella vita”. A una bambina che chiedeva della sua scelta di vita ha risposto: “Come ho capito che la mia scelta era quella giusta? Ci si sente come quando un uomo e una donna si scelgono e si sposano. C’è una sicurezza interiore, di voler andare avanti perché si è sicuri di amarsi. Tu mi puoi dire che ho fatto tante rinunce, ma anche nel matrimonio ci sono rinunce: se sposo una persona rinuncio a tutti gli altri, alla comodità. La vita di un matrimonio non è facile, no?”, – ha chiesto Francesco -, ottenendo un “No!” corale dai presenti. E ha concluso con un consiglio per tutti i matrimoni: “Si litiga, forse volano i piatti, ma può succedere. Mai però finire la giornata senza fare la pace”

Arrivando a Pietralata, prima di raggiungere la parrocchia di San Michele Arcangelo, Papa Francesco ha deciso a sorpresa una sosta in un campo profughi che si trova a 300 metri dalla chiesa. Nessuno sapeva di questa visita e il cardinale Vallini e altri prelati erano in attesa del Pontefice davanti alla sagrestia della chiesa, un po’ preoccupati perché non c’era con loro il parroco, don Aristide Sana, che hanno fatto cercare con l’altoparlante. Il sacerdote era invece con il Papa in mezzo ai profughi, che lo hanno molto festeggiato.

Il campo visitato dal Papa, noto come “Campo Arcobaleno” di Ponte Mammolo, accoglie anche profughi provenienti da diversi paesi dell’Africa e dell’America Latina. Il campo si trova alla confluenza tra tre diverse parrocchie della zona e vi prestano assistenza i volontari della Comunita’ di Sant’Egidio Nel campo Papa Francesco ha recitato con i residenti la preghiera del “Padre Nostro” ed ha impartito la benedizione.

Foto LaPresse