Roma-Sampdoria, curve chiuse: spettacolo desolante (foto)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 febbraio 2014 23:15 | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2014 23:15

ROMA, STADIO OLIMPICO – “La situazione in cui si è cacciato il calcio italiano ormai la definirei grottesca, parliamo di una norma non definita, tra l’altro esistente nell’ordinamento dal 1994, ma mai applicata, una norma discussa pubblicamente anche dai presidenti di Lega e Federcalcio, oltre che da Michel Platini”. Così il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni, sulla partita contro la Sampdoria che i giallorossi hanno giocato  senza i tifosi delle due curve, chiuse per cori di discriminazione territoriale dalla giustizia sportiva.

“L’applicazione di questa norma si è rivelata assolutamente incoerente perché si punisce in maniera senz’altro incomprensibile. Lo dico – sottolinea Baldissoni a Sky Sport – con la fierezza di una società che ha dimostrato di saper prendere anche decisioni forti contro i propri tifosi per motivi di discriminazioni razziali, che non fa mai polemiche nei confronti delle altre squadre, degli arbitri, del sistema in generale”.

“Con lo stesso stile non urlato a questo punto pretendiamo delle risposte urgenti – sottolinea il dirigente della Roma – perché possiamo gestire eventi come quelli legati al calcio solo se siamo credibili e in questo momento non credo che il sistema sia credibile”.

Martedì prossimo l’Alta Corte di Giustizia presso il Coni tornerà a riunirsi in udienza per esaminare la posizione della società giallorossa. “Proveremo a discutere anche gli aspetti procedurali, il perché la norma si applica in una competizione piuttosto che in un’altra – conclude Baldissoni – Ci attendiamo delle risposte, anche perché il giudice di primo grado non motiva le sanzioni, la Corte di giustizia della Figc ha respinto il ricorso senza motivare, ora vediamo se l’Alta Corte riesce a entrare nel merito e a darci delle risposte”.

Roma-Sampdoria, curve chiuse: spettacolo desolante (foto LaPresse).