Roma, sciopero bianco macchinisti Atac: metro in tilt, code in banchina FOTO

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 7 luglio 2015 12:05 | Ultimo aggiornamento: 7 luglio 2015 12:07

ROMA – Arrivare in stazione Termini poco dopo le 9 del mattino e provare a prendere la metro a Roma. Code e fiumi di gente in fila non sulla banchina, ma fin dai piani superiori di accesso ad esse. Agli altoparlanti una dipendente Atac chiede di non affollare le banchine e mantenere l’ordine, mentre dalla coda una signora lamenta: “Hanno annunciato fino a 20 minuti di attesa per accedere alle banchine della metro A”. Niente in confronto ai 45 minuti di ritardi annunciati sulla congestionata linea Roma-Ostia Lido.

Questa è la condizione in cui versava la stazione Termini versava la mattina del 7 luglio a causa dello sciopero bianco dei macchinisti di Atac, condizione che non migliora certo nelle altre stazioni della linea metropolitana romana e nemmeno sulla linea B, dove le attese sono minori ma per chi si affaccia alla banchina sa già che dovrà attendere il secondo convoglio per poter salire e dirigersi verso la sua meta. Lo sciopero dei macchinisti ha rallentato il servizio in metro e aggravato la già difficile condizione in cui vivono i passeggeri del servizio pubblico di trasporto, che ha visto le corse tagliate con l’arrivo dell’orario estivo di Atac.

Il motivo dello sciopero, che va avanti dal 1° luglio, fa infuriare chi viaggia a Roma. Il sindaco Ignazio Marino ha introdotto proprio con l’arrivo del mese di luglio per i macchinisti di Atac l’uso del badge elettronico ed esteso l’orario. I macchinisti dunque dovranno timbrare, come tutti i lavoratori, l’entrata e l’uscita dal lavoro. Una condizione che non è andata giù ai dipendenti, che ormai da giorni sono in sciopero bianco. Il sindaco Marino ha dichiarato in un video comunicato su Facebook:

“Ho preteso che da poche settimane i macchinisti della metropolitana timbrino il cartellino di entrata e di uscita come fanno tutti i lavoratori della nostra città che vanno al lavoro la mattina e tornano a casa la sera. Per questo motivo ho chiesto al dottor Francesco Micheli, il nuovo dg dell’Atac, di mettere in moto tutti gli strumenti necessari per scoprire la verità. Noi abbiamo diritto di avere una metropolitana, anzi tre, che funzionino come quelle di una capitale di un paese del G7. Trovo inaccettabile che i macchinisti a Milano guidino 1100 ore, a Napoli 950 e a Roma solo poco più di 700”.

Il caso degli scioperi ormai senza controllo a Roma è finito anche nel mirino dell’Autorità garante per gli scioperi, che ha chiesto chiarimenti urgenti alla Prefettura di Roma e all’Atac. La sera del 6 luglio, dopo la seduta della Commissione dei Garanti, è stato avviato un procedimento di valutazione al termine del quale l’Autorità dovrà decidere se multare i sindacati o chiedere ad Atac si sanzionare i singoli dipendenti per “interruzione di pubblico servizio”, spiega il garante Roberto Alesse:

“Stiamo effettuando un monitoraggio per capire se dietro ai disservizi ci siano responsabilità dei sindacati o dei lavoratori”.

E intanto a rimetterci sono i viaggiatori e i pendolari che ogni giorno si “affidano” al servizio pubblico dopo aver regolarmente pagato il loro abbonamento per un servizio che, soprattutto in questi giorni, è decisamente inesistente.

(Foto Blitz quotidiano)

 

Atac. Facciamo chiarezza.Il comportamento di pochi non può ricadere sul diritto di tutti a muoversi e raggiungere il posto di lavoro.

Posted by Ignazio Marino on Lunedì 6 luglio 2015