Roma, Federico Leonelli decapita Oksana Martseniuk e attacca agenti con mannaia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Agosto 2014 12:53 | Ultimo aggiornamento: 25 Agosto 2014 12:44

ROMA – Ha prima decapitato la domestica con lui con una mannaia poi, quando gli agenti sono entrati in casa, li ha aggrediti e, minacciando tutti a colpi di fendenti della mannaia, ha raggiunto la propria auto cercando di fuggire. Gli agenti, a quel punto hanno sparato e l’uomo, Federico Leonelli, di 35 anni, è rimasto ferito. Accompagnato all’ospedale San Eugenio è morto poco dopo.

L’omicidio è avvenuto verso le 10,45 di domenica 24 agosto, in una villetta in zona Eur a Roma, in via Birmania 86. Della vittima e della donna, una colf ucraina di nome Oksana Martseniuk, all’inizio non sono state fornite le identità  perché al momento del fatto non erano muniti di documenti. Quando gli agenti sono arrivati sul posto allertati dai vicini, hanno visto una lunga scia di sangue, che conduceva nello scantinato. Aperta la porta della cantinetta dai Vigili del fuoco, gli agenti si sono trovati davanti l’uomo, biondo e con gli occhi chiari, sporco di sangue e con indosso una maschera, pantaloni mimetici e gli anfibi ai piedi, che impugnava ancora una mannaia. Accanto il corpo della donna, Oksana Martseniuk, 38 anni, che nella villa lavorava come domestica.

L’uomo, che aveva una mannaia in mano, si è scagliato contro gli agenti.  Leonelli sarebbe quindi riuscito ad uscire dalla villetta armato e minacciando chiunque si avvicinasse è riuscito a raggiungere la sua auto nel vialetto della villa salendoci a bordo. L’uomo tentava di fuggire ma gli agenti a quel punto sono intervenuti sparando contro l’ auto, colpendo Leonelli, forse con più di un proiettile. Qundo è arrivata l’ambulanza era troppo tardi. Leonelli era già morto durante il trasporto.

Dopo avere ucciso la donna, l’uomo voleva farla a pezzi e nascondere il cadavere. Sarebbero state queste, secondo quanto ipotizzato finora dagli investigatori, le intenzioni dell’uomo.

Federico Leonelli era residente nel vicino quartiere Ostiense. Era un amico dei proprietari della villetta e da circa due mesi era ospite nell’abitazione. Quando la famiglia dei proprietari è partita per le vacanze, lui è rimasto a casa. Secondo gli inquirenti, Leonelli, che era un esperto informatico e figlio di un alto ufficiale della Guardia di Finanza, indossava una divisa paramilitare: pantaloni militari, giacca mimetica, maglia verde, cinturone di cuoio, anfibi neri, occhiali tattici e maschera filtro bianca.

La sua auto, una Chevrolet Cruze, era parcheggiata all’interno della villetta che si trova in un quartiere residenziale di Roma, in una stradina immersa nel verde che costeggia la Cristoforo Colombo, l’arteria che collega Roma con il suo litorale. Sul parabrezza dell’auto ora rimossa e a disposizione degli inquirenti, ci sono due fori di colpi d’arma da fuoco, presumibilmente sparati dalla polizia per fermare la fuga.

“Ho sentito la voce di una donna che strillava. Ho avvisato subito il padrone di casa che ha dato l’allarme alla polizia”. Questa la testimonianza di uno dei domestici della villa. “Questa mattina intorno alle nove abbiamo sentito un forte rumore – racconta – e così siamo usciti di casa per controllare la situazione. All’arrivo della polizia abbiamo messo a disposizione una scala per poter scavalcare il cancello della villa da dove erano partite le urla”. Vige comunque in via Birmania uno stretto riserbo da parte degli investigatori e delle persone che vivono nelle lussuose ville. “Io stavo dormendo”, dice un altro dei collaboratori domestici che presta servizio nelle abitazioni. “Non posso dire nulla, chiedete agli investigatori”, ha detto invece il medico legale uscendo dalla villa dell’orrore, particolarmente provato dopo ore di lavoro.

Gli uomini della squadra mobile di Roma stanno cercando di capire il movente del gesto e di ricostruire gli eventi. Secondo gli inquirenti la donna che è stata sentita urlare dai vicini “aiuto, mi vuole ammazzare”, potrebbe essersi trattato di un tentativo di violenza sessuale. 

Nuovi particolari sono emersi. Federico Leonelli era solito maneggiare coltelli ed armi da taglio, al punto che Oksana Matsiuk aveva lanciato l’allarme ai padroni di casa che da alcune settimane ospitavano l’uomo.

A rivelare questo particolare al pm sono stati gli stessi proprietari di casa e datori di lavoro della donna, sentiti insieme con altri numerosi testimoni.

La domestica viveva nella villa ma in una zona separata da dove era ospitato Leonelli. In più di un’occasione la colf ucraina aveva notato che l’uomo utilizzava le armi bianche che, molto probabilmente, custodiva nella sua stanza. Leonelli si trovava nella villa da alcune settimane in quanto il proprietario, suo collega di lavoro, gli aveva dato ospitalità.

Laura Leonelli, sorella di Federico, ha lanciato una voce che probabilmente nei prossimi giorni sarà al centro di altre indagini e aspre discussioni:

“Ad di là di quanto accaduto, perché mio fratello è stato ucciso? Perché hanno mirato al cuore? Loro avevano una pistola e lui un coltello. Mi diano una risposta. Mio fratello era un ragazzo veramente d’oro ed era un bravissimo zio, si prodigava con i miei figli di 3 anni e mezzo e 6″.

(Foto Ansa)