Salernitana-Nocerina, la storia del “derby della vergogna” (foto e video)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2013 10:59 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2013 11:01

NOCERA INFERIORE – E’ in un vicoletto, poco lontano dal Municipio, il bar “Las Vegas”, il “covo”, il ritrovo degli ultras della Nocerina. Sulle pareti i poster, le foto della promozione in B e lui, il molosso, il simbolo della squadra, un mastino napoletano. Qui, nel “covo”, tra i tifosi della Nocerina, si è intrufolato Enrico Fierro del Fatto Quotidiano dopo quello che è stato definito “il derby della vergogna” tra Salernitana e Nocerina.

Cos’è successo? La partita è cominciata in ritardo, la Nocerina ha subito effettuato tre sostituzioni e, dopo cinque infortuni, a 20 minuti dall’inizio, l’arbitro ha fischiato la fine. Prima dell’arrivo allo stadio Arechi di Salerno gli ultras della Nocerina avevano minacciato i propri beniamini colpevoli a loro dire di giocare nonostante il divieto di accesso allo stadio per i tifosi ospiti.

L'articolo del Fatto Quotidiano

L’articolo del Fatto Quotidiano

“Ma quali minacce, quali pressioni? Dottò, scrivetelo chiaro, la squadra era solidale con noi e in campo ha fatto quello che doveva fare” dice Gino, il portavoce: “La verità è che noi siamo stati sempre penalizzati, l’anno scorso, ci hanno escluso dalla B e hanno ripescato il Grosseto che era protetto politicamente”. E le minacce? “Ma che dite? Noi non siamo violenti eravamo lì per applaudire, poi però è intervenuto un secondo gruppo e so ’ cominciati i dolori. A qualcuno è scappata una parola grossa, una frase offensiva, c’è stato chi ha intonato cori, chi ha detto a qualche giocatore perplesso se scendi in campo ti scassammo ’o mazzo, ma so cose che si dicono”.

Tutta colpa del prefetto, e del questore: “Dovevano far giocare la partita a porte chiuse, non entravamo noi e non entravano neppure i tifosi della Salernitana, così ci hanno tolto un diritto”.

“Abbiamo filmati e prove che dimostrano in modo chiaro le intimidazioni e le minacce ai calciatori”, dice il questore di Salerno Antonio De Iesu. La società tace, il sindaco di Nocera no: “E io non ci sto – si ribella Manlio Torquato – i violenti vadano puniti, ma non si criminalizzi una città. Perché il sindaco di Salerno, De Luca, non mi ha chiamato nei giorni scorsi? Insieme avremmo potuto calmare gli animi, organizzare una bella festa dello sport, non lo ha fatto. E pensare che quando veniva qui in campagna elettorale parlava di Salerno e Nocera come delle due capitali”.

La crono-storia della Città di Salerno:

L’infortunio “finto”:

L’esultanza dei tifosi della Nocerina: