Salone del Libro, il fondatore di Altaforte Polacchi ci va comunque: “Mia esclusione è attacco a Salvini” FOTO-VIDEO

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 9 maggio 2019 12:16 | Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2019 13:08
salone del libro polacchi

Salone del Libro, il fondatore di Altaforte Polacchi ci va comunque (foto Ansa)

TORINO – “Alle 10 sarò al Salone del Libro di Torino per ribadire che la logica di Altaforte non si piega al pensiero unico. Se avete a cuore la libertà d’espressione vi aspetto. I libri non devono conoscere censura”. Lo aveva annunciato su Facebook Francesco Polacchi, il fondatore della casa editrice Altaforte vicina a CasaPound esclusa dalla kermesse culturale dopo l’indagine per apologia di fascismo che riguarda lui stesso.

E dopo l’annuncio, l’editore si è presentato alle 10 di oggi 9 maggio, il giorno di apertura di questo evento che come ogni anno si svolge al Lingotto, senza però entrare. Davanti all’ingresso, Polacchi ha tenuto una conferenza stampa nella quale ha annunciato che la presentazione del libro “Io Matteo Salvini” del vicepremier si terrà comunque sabato mattina ma fuori dalla fiera. Per quella data, Altaforte avrebbe dovuto presentarlo nel suo stand all’interno del Salone del Libro, stand che nel frattempo è stato smantellato a tempo di record. 

Polacchi ha commentato l’esclusione della sua casa editrice parlando di “revoca inaccettabile” ed ha promesso che la Altoforte ora andrà “per via legali”.

Secondo Polacchi, il vero motivo dell’esclusione di Altaforte sarebbe proprio il libro di Salvini: “Le mie dichiarazioni sono state usate come scusa, sono stato denunciato per un reato di opinione. Sono disponibile a chiarire la mia posizione con la Procura, ma ritengo che la pietra dello scandalo sia il libro ‘Io Matteo Salvini’. È un attacco al ministro dell’Interno, che comunque non voglio tirare per il bavero”. 

L’editore ha anche commentato la mancata reazione del vicepremier: “Sicuramente sarebbe stato meglio se avesse avuto un approccio diverso, ma ci sta che il ministro dell’Interno, che viene attaccato quotidianamente dalla sinistra, tenga una posizione più neutrale”.

Sul motivo della pubblicazione del libro con la sua casa editrice, Polacchi spiega che “c’è un equivoco di fondo: non ho mai parlato con Matteo Salvini rispetto a questo libro. Noi abbiamo un contratto con l’autrice Chiara Giannini. Salvini mi ha conosciuto cinque anni fa, in una situazione conviviale, quando ancora non era ministro dell’Interno. È verosimile che non si ricordi di me”.  

Lo stand di Altaforte smontato dal Salone del Libro (video Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev) 

 

Martedì scorso Regione Piemonte e Comune di Torino hanno presentato un esposto contro Polacchi dopo alcune sue dichiarazioni e la procura ha deciso di aprire una inchiesta per apologia di fascismo. Dopo l’esposto e l’inchiesta per apologia di fascismo, il Salone del Libro ha deciso di escludere Altaforte. Comune di Torino e Regione hanno motivato la decisione parlando di”scelta di campo” per “tutelare [l’immagine della fiera], la sua impronta democratica e il sereno svolgimento della manifestazione”.

Dopo l’eslcusione della casa editrice vicina a Casapound, al Salone del Libro ci sarà invece Halina Birenbaum, 90 anni, sopravvissuta ad Auschwitz. “Le lasceremo la parola”, annunciano la sindaca Chiara Appendino e il governatore Sergio Chiamparino, al termine di una lunga giornata di trattative.

E’ stata proprio la poetessa polacca, 90 anni, oggi residente in Israele, a spingere le istituzioni all’esclusione. “Era inimmaginabile avere una testimone della storia come lei fuori dal Salone e Alforte dentro…”, dice la prima cittadina di fronte alla possibilità che la scrittrice tenesse la sua lezione agli studenti davanti ai cancelli del Salone.  

Abbiamo lavorato tutto il pomeriggio – spiega invece Chiamparino – per trovare una mediazione, ma non è stato possibile, e io aggiungo comprensibilmente, per cui abbiamo preso l’unica decisione in linea con la trazione e i valori di Torino e del Piemonte”.

Salone del Libro, Altaforte esclusa. Salvini: “E’ censura e rogo di libri”. Meloni: “Deriva pericolosa”

“Siamo nel 2019 alla censura dei libri in base alle idee, al rogo dei libri che non ha mai portato fortuna in passato”. Così Matteo Salvini durante un comizio a Pesaro. Il vicepremier ha commentato così la decisone di escludere Altaforte dal Salone del Libro: “La minoranza di sinistra che si arroga il diritto di decidere chi può fare musica, chi può fare teatro, chi può pubblicare libri. Alle idee si risponde con altre idee, non con la censura. Alla faccia dei compagni e dei democratici, che decidono chi può andare al Salone del Libro e chi non ha diritto ad andarci”.

Ed anche la Meloni commenta quanto accaduto: “Deriva pericolosa stabilire chi può esporre un libro e chi no”. 

Fonte: Ansa, Facebook, Corriere della Sera  

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Foto Ansa

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