Salvini appeso a testa in giù come Mussolini: murales a Torino FOTO-VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 settembre 2018 9:42 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2018 12:44
Salvini appeso a testa in giù come Mussolini: murales a Torino FOTO

Salvini appeso a testa in giù come Mussolini: murales a Torino FOTO

TORINO – Matteo Salvini appeso a testa in giù come Mussolini. Il murales è apparso a Torino in piazzale Valdo Fusi, nel centro storico. Il consigliere comunale Fabrizio Ricca (Lega) ha denunciato il caso pubblicando la fotografia su Facebook con la didascalia “Potete attaccare Salvini in tutti i modi possibili, ma l’Italia è con lui. Bestie”.

“Chi ha fatto questo – ha poi dichiarato – è chiaramente una bestia. Ma non ci spaventa. Siamo ogni giorno più forti, e queste dimostrazioni ci danno ancora più forza. Piena vicinanza e solidarietà a Matteo Salvini, al quale diciamo che deve stare tranquillo perché tanto l’Italia è con lui”.

Matteo Salvini intanto promette rimpatri, e per promettere rimpatri promette nuovi accordi con Paesi africani e asiatici. Entro l’autunno, è la promessa, il ministro dell’Interno metterà a punto accordi con vari Paesi africani e asiatici per il rimpatrio e l’espulsione dei migranti ‘irregolari’ che, in base alle stime del vicepremier leghista sarebbero dai cinque ai settecentomila, arrivati nel nostro Paese negli ultimi anni.

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“Stiamo lavorando per fare quello che in vent’anni non si è fatto, accordi di espulsione e rimpatrio assistito con tutti i Paesi di provenienza di questi ragazzi e di queste ragazze: Senegal, Pakistan, Bangladesh, Eritrea, Mali, Gambia, Costa d’Avorio, Sudan, Niger. Attualmente quello che funziona decentemente è quello con la Tunisia, noi organizziamo due charter a settimana per un’ottantina di espulsioni alla settimana. Se espelliamo ogni settimana tra tunisini, nigeriani ed altri cento, ci mettiamo ottant’anni a recuperare i cinque sei, settecento mila immigrati entrati negli ultimi anni”, ha dichiarato Salvini intervistato da Rtl. Il video del murales (Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev):