Samantha Cristoforetti beve il primo caffè espresso nello spazio FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Maggio 2015 16:57 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2015 16:57

ROMA – E’ servito il primo caffè espresso nello spazio. La prima macchina espresso a capsule progettata per funzionare in assenza di gravità è stata messa in funzione a bordo della Stazione Spaziale e a preparare il primo caffè è stata l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti. Pesante 25 chilogrammi, la macchina Isspresso è stata costruita in Italia, nata dalla collaborazione fra le aziende Argotec e Lavazza con l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). A nemmeno due settimane dalla conclusione della missione Futura, @AstroSamantha  ha preparato e bevuto in orbita un autentico espresso italiano, eseguendo nello stesso tempo uno dei dieci esperimenti previsti nella sua missione, la seconda di lunga durata dell’Asi.

Oltre a preparare il caffè, infatti, la macchina Isspresso è anche l’occasione per studiare il comportamenti dei fluidi in assenza di gravità. E’ stato quindi un esperimento scientifico vero e proprio, quello eseguito durante la preparazone del caffè, seguito da Terra dal centro di controllo di Argotec e dai centri di controllo dell’Asi. Per il presidente dell’Asi, Roberto Battiston, ”l’esperimento è un’opera di elevata ingegneria, frutto di una collaborazione tra pubblico e privato che ha prodotto soluzioni innovative: porteranno non solo benefici psicologici immediati per gli astronauti, ma importanti ritorni positivi sulla Terra e vantaggi tecnologici per le future missioni spaziali”. Il primo espresso spaziale è stato accolto con entusiasmo dall’equipaggio della stazione orbitale ed è stato un caffè in piena regola, con crema, corpo, aroma e temperatura confrontabili a quelli di un caffè terrestre.

Unica differenza, la tazzina: non quella classica, naturalmente, perchè l’assenza di gravità non lo permette, ma una sacchetta trasparente con una cannuccia. Al termine della preparazione un nuovo sistema brevettato ha garantito la pulizia della parte finale del circuito idraulico, generando allo stesso tempo all’interno della ‘tazzina spaziale’ una piccola differenza di pressione studiata per sprigionare l’aroma. La sacchetta trasparente ha permesso inoltre di osservare la formazione della crema e di raccogliere i dati sul comportamento dei liquidi ad alta pressione e alta temperatura nello spazio. Le foto pubblicate dall’Ansa.