Sampdoria-Genoa: preparatore portieri genoano beccato a spiare allenamenti Samp

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 settembre 2013 17:23 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2013 17:24

BOGLIASCO, GENOVA – Luca De Prà, preparatore dei portieri baby del Genoa, è stato beccato a spiare gli allenamenti della Sampdoria. Era sulle colline di Bogliasco, sopra il campo dove si allenano i blucerchiati, acquattato nella vegetazione con tanto di tuta mimetica. Uno spionaggio d’altri tempi in vista il derby della Lanterna che si giocherà il 15 settembre.

Ma al tempo di internet un’iniziativa del genere non solo è inutile ma rischia di venire sbertucciata in diretta, come poi è accaduto.

De Prà è stato pizzicato da Giorgio Ajazzone, team manager doriano, che era in “ricognizione”. Ajazzone ha scoperto De Prà (che tra l’altro è nipote di un leggendario portiere del Genoa, Giovanni De Prà), lo ha cacciato via da Bogliasco. Non senza prima fotografarlo. La foto di De Prà è finita subito sul sito della Sampdoria, dove l’improvvisato 007 è stato ridicolizzato così:

“Che il derby fosse questione di nervi, di tattica e di strategia lo sappiamo bene. Ma che potesse diventare una faccenda di spionaggio, questo, francamente non ce lo saremmo mai aspettato. Eppure, a Genova, succede anche questo. Succede a Bogliasco, questa mattina. Succede che, a due giorni dalla partitissima di Marassi, Delio Rossi blindi gli allenamenti e che un emissario dell’altra squadra cittadina venga incaricato di carpirne di soppiatto le tattiche e gli schemi in vista di domenica sera. Un’autentica missione segreta quella architettata dai generali di Villa Rostan, un’azione militare intrapresa con tanto di abbigliamento e attrezzatura d’ordinanza, tuta mimetica e scarponi da montagna. Marmellata. Come un novello Rambo nascosto tra le frasche del Poggio, Luca De Prà, allenatore dei portieri della Primavera rossoblù dalle nobili ascendenze pedatorie, non ha saputo parare le contromisure dell’intelligence e del controspionaggio blucerchiato. Nessun prigioniero però, nemmeno inutili spargimenti di sangue. Una volta scovato e colto sul fatto, con le mani nella famigerata marmellata, il soldato dell’altra sponda è stato lasciato libero di tornare alla propria base. Del resto, bisogna sempre perdonare i propri nemici, niente li infastidisce di più”.

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Il sito della Sampdoria scherza sulla “spia rossoblù”