Samuel Little, il serial killer che disegna i volti delle sue vittime: “Ho ucciso 93 donne” FOTO

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 febbraio 2019 14:06 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2019 14:06
Samuel Little, il serial killer che disegna i volti delle sue vittime: "Ho ucciso 93 donne"

Samuel Little, il serial killer che disegna i volti delle sue vittime: “Ho ucciso 93 donne”

ROMA – Ha detto di aver ucciso 93 donne nell’arco di 35 anni. E ora Samuel Little ha disegnato i volti delle sue vittime che l’Fbi ha diffuso nella speranza di poterle identificare. Se il numero fosse confermato, sarebbe il serial killer più prolifico della storia. 

Little, che oggi ha 78 anni e sta scontando tre ergastoli in una prigione del Texas, ha confessato in carcere di aver agito indisturbato dal 1970 fino alla sua cattura, avvenuta nel 2005. Per non destare sospetti sceglieva le sue vittime nei ghetti: vagava di Stato in Stato e si accaniva su prostitute e tossicodipendenti scovate ai margini delle città.

L’uomo, che è un ex pugile professionista, le prendeva a pugni e poi le strangolava. Delle oltre 90 che sostiene di aver ammazzato, l’Fbi ne ha identificate finora soltanto 36. Ma la scelta del serial killer di riprodurre i volti di altre 16 vittime non è il frutto di un percorso di redenzione. 

Il detective Bernie Nelson, che si occupa del caso, ha spiegato al New York Times: “Quando parli con lui ti accorgi che si eccita al ricordo. Ti guarda negli occhi e ammette di averlo fatto. Gli piace ricordare gli omicidi e raccontare come strangolava le sue vittime. È un mostro”. Secondo gli investigatori uccideva per piacere sessuale e ancora oggi, all’età di 78 anni, si eccita al ricordo dei suoi omicidi.

Il serial killer è oggi malato di cuore e il diabete lo ha costretto su una sedia a rotelle. Con la sua salute, anche i suoi ricordi vanno affievolendosi. Di qui la corsa contro il tempo per l’Fbi che ha deciso di diffondere gli identikit disegnati di suo pugno dall’ex pugile. “Speriamo che i parenti o gli amici riconoscano queste giovani donne e ci aiutino a identificarle”, ha detto il portavoce del Bureau.