Sanremo per principianti, aspettando Grillo: big, gay blasfemi, Ligabue (foto)

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 18 febbraio 2014 13:51 | Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2014 15:54

ROMA – Sanremo per principianti, aspettando Grillo: big, gay blasfemi, Ligabue Faber…. Inizia oggi Sanremo, terza prova della premiata ditta Fazio-Littizzetto, quest’anno supportati da un controcanto d’autore organizzato da Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto che anticiperà la kermesse con una striscia alle 20.35 (Sanremo & Sanromolo). Per quelli che l’importante sono le canzoni italiane, vale la pena ricordare i nomi dei 14 big che si sfideranno da oggi al 22 febbraio, ognuno presentando due canzoni: stasera è il turno dei primi sette, Arisa, Raphael Gualazzi con Bloody Beetroots, Perturbazione, Cristiano De Andrè, Frankie Hi-Nrg, Antonella Ruggiero, Giusy Ferreri. Poi toccherà a Ron, Riccardo Sinigallia, Francesco Sarcina senza Le Vibrazioni, Renzo Rubino, Giuliano Palma, Noemi, Francesco Renga.

Per quelli che l’importante è l’evento, le polemiche, il gioco del chi c’è e chi non c’è, la politica che fa capolino, gli stipendi d’oro dei conduttori, gli ospiti internazionali e le stelle della canzone nostrana allergici alla gara, il piatto è comunque ricco.

Aspettando Grillo. Da quando si è sparsa la voce che ha comprato due biglietti per la serata di oggi (martedì) l’organizzazione del festival è entrata in paranoia. Piano piano si è fatta strada l’idea che possa essere anche un vantaggio. Approntare eccezionali misure di difesa direttamente in platea per scongiurare piazzate e invettive appare difficile. Fra l’altro Grillo, che praticamente gioca in casa, da perfetto genovese ha scherzato sul fatto che potrebbe fare il bagarino davanti all’Ariston e improvvisare lì un bel comizio. Il quesito non è cosa farà, ma chi sarà il suo accompagnatore (Casaleggio? qualche deputato grillino in vacanza premio?). Paolo Bonolis, che se ne intende, suggerisce di lasciarlo andare a ruota libera: gli ascolti non sono mai troppi.

Ligabue Faber. Super ospite annunciato, si esibirà su un repertorio di Fabrizio De Andrè. Fortuna per lui ( e tristezza per tutti gli altri) che Freak Antoni, il compianto leader degli Skiantos se ne è andato. Era l’unico in Italia a bocciare senza appello le pretese da rockstar del primo e intaccare senza malanimo il santino del secondo.

Yosuf Cat Stevens. L’indimenticato autore di “Father and son” è diventato musulmano, aveva cambiato il nome avvicinandolo alla tradizione islamica, lo ha cambiato ancora optando per una via di mezzo (c’era il rischio che non lo riconoscesse più nessuno). Non ha però un album da promuovere. E’ ancora capace di suscitare emozioni forti: ieri alle prove, Fazio era imbarazzato a cantare sotto il suo sguardo attento (guardava Letizia Casta, ma fa lo stesso).

Rufus Wainwright, il genio gay è blasfemo. Il consigliere d’amministrazione Rai Verro, cattolico, contesta l’invito al cantautore canadese per la sua “Gay Messiah”, considerata blasfema. Omosessuale dichiarato, Wainwright (che si esibirà domani) è un grande artista (per Elton John il miglior songwriter del mondo). L’endorsment di Elton regala al direttore di Rai1 Leone il coraggio che non sempre s’è visto dalle parti Rai: “Non siamo la tv commerciale, per questo invitiamo i veri artisti”. Cuor di Leone ha fatto coming out: sono per la tv di qualità.

Cosa mi metto? Lucianina veste Gucci, dalla testa ai piedi: quindici look diversi per tre serate. Verde, blu e nero le tonalità di colore, glamour sobrio su sfondo floreale (le scenografie). Silhouette in vista, per esaltare il personalino della conduttrice: paillettes e sbrilluccichii come guarnizione. Fazio Fabio s’è fatto cucire 5 smoking da Costume National. Per la Casta varrebbe la regola aurea, less is more: indosserà invece un abito Givenchy (a patto che a nessuno venga in mente di farla sfilare accanto a Ines Sastre, di cui ha ottenuto la sfiducia preventiva).

Radical chic. Va registrato, tra gli ascoltatori, un renitente illustre, Renato Brunetta, nemico giurato di Fazio dopo che gli ha chiesto a Che tempo che fa quanto pigliava di stipendio. Si scopre che è allergico allo show-business. Che detesta i radical chic. Con un salto carpiato cultural/mondano è riuscito a inserire la coppia Fazio-Littizzetto nella stessa lista gauche-caviar di Leonard Bernstein che invitava le Black Panthers alle sue feste esclusive a Manhattan: una deviazione cromosomica nella linea genetica del nazional-popolare.

Le foto della conferenza stampa con Laetitia Casta, Fabio Fazio e Luciana Littizzetto (LaPresse)