“Scelta civica”, simbolo lista Monti. “Non sarò ministro per altro premier”

Pubblicato il 4 Gennaio 2013 18:54 | Ultimo aggiornamento: 4 Gennaio 2013 22:02

ROMA – Si chiama “Scelta civica – con Monti per l’Italia” la lista civica di Mario Monti che sarà presentata alla Camera. Sarà composta solo da esponenti della società civile e non da parlamentari. Sempre alla Camera saranno quindi presenti le liste dell’Udc e di Fli, apparentate con Monti ma divise. Al Senato, ha precisato Monti in conferenza stampa, ci sarà un’unica lista con Casini e Fini che avrà come simbolo lo stesso della lista Monti alla Camera ma senza la dicitura “Scelta civica”.

Nella breve presentazione all’hotel Plaza di Roma Monti ha voluto precisare che ci saranno ”limiti legati all’attività parlamentare pregressa con un massimo di due deroghe per ciascuna lista”. E ancora: ”I criteri di candidabilità saranno più esigenti rispetto alla normativa vigente e riguarderanno condanne e processi in corso, conflitto di interesse, il codice deontologico antimafia, limiti legati all’attività parlamentare pregressa con un massimo di due deroghe per ciascuna lista (per quelle liste cui sono ammesse persone che hanno già svolto attività parlamentare)”.

La scelta di presentare al Senato un’unica lista è dettata da una precisa esigenza: secondo l’attuale legge elettorale la soglia di sbarramento per le coalizioni è del 20% su base regionale (alla Camera è del 10%), mentre per le liste si abbassa all’8% per quelle coalizzate e al 4% per quelle non coalizzate (alla Camera è del 2% se è parte di una coalizione, del 4% per le liste “libere”).

Dopo aver presentato il suo simbolo Mario Monti è andato in tv, ospite a Otto e Mezzo su La 7. “Oggi non è nato nessun mio partito personale, ma solo il tentativo di avvicinare i cittadini alla politica e rendere la politica più capace di risolvere i problemi dei cittadini. E’ la risultante dell’esperienza sofferta vissuta da me quest’anno”. Risponde così il Professore a Lilli Gruber che gli chiede se oggi sia sorto un nuovo partito. “Mi rendo conto che la mia natura sta mutando- continua Monti – ma si è posta una questione morale, non mi andava di lasciare campo a una situazione polarizzata su posizioni un po’ populiste e antieuropee e che danno più peso a interessi breve periodo”.

“Non sentivo la necessità personale di dare una tale svolta alla mia vita – continua – ma non volevo tornare nella mia dorata nicchia al Senato e vedere L’Italia dissipare le sue risorse. Posso lasciare la scena come senatore a vita, ma sarei servito all’Italia? Non credo. Così posso servire all’Italia? Spero“.

In ogni caso non intende prendere in considerazione la proposta del Cavaliere di dimettersi da senatore a vita: “Io non sono candidato – ribadisce – rimango senatore a vita”. tanto meno crede di potersi prestare a fare il ministro per un altro premier.

“La lista unica al Senato è una questione tecnico-elettorale, non si vince se non ci sono formazioni corpose – aggiunge – Alla Camera invece nella mia lista non ci saranno parlamentari”. Ma ci tiene a precisare: “La lista civica alla Camera non sarà assolutamente una ‘good company’ a fronte di una ‘bad company’ rappresentata dalle liste di Udc e Fli..”. I nomi dei candidati arriveranno entro martedì.

Poi entra in un campo caro a Berlusconi: “L’Imu va ristrutturata – ammette –  per destinare maggiori proventi ai comuni”. Ristrutturata, non abolita: “In tutti i Paesi, con i quali ci confrontiamo, la prima casa è tassata. E le vie alternative suggerite da Berlusconi presentano una serie di inconvenienti”. ”La ripresa dell’economia e dell’occupazione  – spiega – ci sarà nel 2014, spero già nel 2013. Non ci sarebbe questo anticipo, se, per compiacere gli elettori a breve, avessimo avuto una politica più morbida nel 2012”.

E se Matteo Renzi dovesse impegnarsi più attivamente in campagna elettorale al fianco di Bersani, sarebbe un diretto competitor in grado di portar via a Monti i voti moderati? ”Non ne ho la minima idea, non ci ho riflettuto. Comunque non cerco i voti moderati ma quelli dei riformisti che non hanno contribuito al processo paludoso e paludante per l’Italia”.

A proposito del verbo “silenziare”, infine, rivolto a Fassina e Brunetta e giudicato da più parti una scelta lessicale poco felice, Monti si giustifica: “Questo verbo l’ho preso dal blog di Stefano Fassina, che lo riferiva al grillismo. Ho grande rispetto sia del Pd che del Pdl, sia di Bersani che di Berlusconi, dico la mia e poi la battaglia delle idee è benvenuta”.